Share |
Come un’emergenza alluvionale può favorire gli interessi dei privati in sanità
Giuseppe Sechi 8/01/2014
 
Se chiedessimo al cittadino mediamente informato sulle politiche sanitarie regionali, quale possa essere il nesso, la motivazione razionale che possa sostenere una correlazione logica tra gli eventi alluvionali del novembre scorso in Sardegna e i contratti delle ASL per l’acquisto dai privati di prestazioni sanitarie per l’assistenza ospedaliera e la specialistica ambulatoriale, probabilmente non sarebbe in grado di rispondere e forse farebbe fatica a credere che tale nesso possa davvero esistere.
Eppure, contrariamente ad ogni apparente logicità, alti rappresentanti della politica regionale hanno proposto un emendamento alla Legge di Stabilità 2014 (Legge n. 147 del 27 dicembre 2013), che il Governo ha fatto proprio e le Camere hanno approvato, che recita al comma 119: “Al fine di garantire un adeguato livello di erogazione di servizi sanitari nella regione Sardegna, interessata dai gravi eventi alluvionali del mese di novembre 2013, a decorrere dal 1º gennaio 2014 gli obiettivi finanziari previsti dalla disposizione di cui all'articolo 15, comma 14, del decreto legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, possono essere conseguiti su altre aree della spesa sanitaria).
Proviamo a spiegare il contenuto della disposizione di legge, prima di interrogarci sulle motivazioni che l’hanno determinata.
È necessario ricordare che la Legge 135/2012 (Spending Review voluta dal Governo Monti) prevede un taglio del finanziamento del sistema sanitario nazionale complessivamente stimato in 6,8 miliardi di euro nel quadriennio 2012-2015, attraverso l’introduzione di molteplici misure di contenimento della spesa sanitaria; il minore finanziamento deve essere compensato dai risparmi derivati principalmente dalle procedure di acquisto dei farmaci (sconto dovuto dalle farmacie, revisione dei tetti di spesa, nuovi obblighi prescrittivi dei farmaci generici da parte dei Medici di Medicina Generale), dalle riduzioni imputate sui contratti di appalto di beni e servizi in essere (meno 5%), dalla riduzione dei tetti di spesa per i dispositivi medici, dalla proroga al 2015 delle misure di riduzione della spesa sul personale e dal taglio dei posti letto (circa 1300 posti letto in meno per la Sardegna) e, infine, dalla riduzione dei tetti di spesa per i contratti stipulati con gli erogatori privati per l’assistenza specialistica ambulatoriale e per l’assistenza ospedaliera (meno 0,5% del tetto nel 2012, meno 1% nel 2013 e meno 2% nel 2014).
Quest’ultima misura è quella contenuta nel comma 14 dell’articolo 15 della Legge 135/2012 che, secondo il disposto della manovra di stabilità per il 2014, può non essere applicata in Sardegna a parità di obiettivi finanziari. In pratica, le somme necessarie per non decurtare nel 2014 i tetti di spesa dei privati del 2%, possono essere recuperati dalla Regione attraverso altri tagli della spesa sanitaria che siano capaci di garantire gli stessi importi: necessariamente, quindi, attraverso interventi di riduzione del finanziamento dei servizi sanitari pubblici (farmaci, servizi ospedalieri, presidi e attrezzature sanitarie). A livello regionale, il 2% dei tetti di spesa dei contratti degli erogatori privati significa, complessivamente, 3,3 milioni di euro (2 milioni per i contratti delle cliniche private e 1,3 milioni per le prestazioni specialistiche); 3,3 milioni in più alla sanità privata e 3,3 milioni in meno alla sanità pubblica.
I commi della Legge di Stabilità dedicati all’emergenza alluvionale in Sardegna sono complessivamente due; oltre alla disposizione sui servizi sanitari appena citata, il precedente comma 118 prevede che la Regione predisponga entro trenta giorni un piano di interventi urgenti per la messa in sicurezza e il ripristino del territorio interessato dagli eventi alluvionali e, in particolare, la pianificazione di misure che favoriscano la delocalizzazione in aree sicure degli edifici costruiti nelle zone colpite dall'alluvione classificate nelle classi di rischio R4 e R3 secondo i piani di assetto idrogeologico.
La lettura congiunta dei due commi che si susseguono nell’articolato della Legge, fa crescere gli interrogativi che ci siamo posti in premessa, perché è evidente che non esiste alcun rapporto logico apparente tra i contenuti degli stessi. Il comma 118 è tecnicamente molto orientato agli interventi di pianificazione del territorio, di prevenzione e di contenimento dell’impatto di nuovi eventi alluvionali, il comma 119 al contrario è estremamente generico, non definito in termini geografici (quali aree regionali si gioverebbero delle maggiori prestazioni sanitarie?) e appare privo di validità tecnica. A voler essere coerenti, la Regione avrebbe potuto proporre altri interventi più specificatamente finalizzati ad affrontare l’emergenza, in termini di rafforzamento nell’accesso o nella fruizione di servizi socio-sanitari da parte delle popolazioni che hanno sperimentato la privazione dell’abitazione, oppure, in termini di elaborazione di un piano straordinario per porre in sicurezza le strutture sanitarie pubbliche ubicate in aree a maggiore rischio idrogeologico.
Niente di tutto questo si può evincere dalla lettura del testo della legge. Tutto ciò fa nascere il sospetto che i proponenti del dispositivo che autorizza l’extra-finanziamento delle strutture private accreditate (cliniche private, ambulatori specialistici, laboratori di analisi) abbia utilizzato una “buona” occasione emergenziale per ragioni che con l’alluvione hanno davvero poco a che fare.

Insomma, si tratta di una norma inclusa a beneficio di interessi molto ben rappresentati? È molto plausibile, ma è anche possibile che la volontà diffusa di superare lo stallo in cui versa l’Ospedale San Raffaele di Olbia, abbia indotto ad incrementare i livelli di finanziamento dell’intero settore, ad addolcire le preoccupazioni dei rappresentanti regionali del privato accreditato che temono la comparsa di un competitore di eccellenza sotto casa. In attesa che venga favorevolmente risolta la vertenza del San Raffaele, è comunque per tutti un buon 2014.