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Quando i poveri finanziano le imprese
Remo Siza

 

Le attuali politiche sociali regionali non sono sufficienti per contrastare la povertà: i dati sulla povertà diffusi dall’STAT nel luglio scorso mostrano una situazione sostanzialmente statica. Nel 2011 il 21,1% delle famiglie sarde erano in condizione di povertà, nel 2012 le famiglie che si trovavano nella stessa condizione sono diventate il 20,7%. Una riduzione dello 0,4% che statisticamente non è significativa e potrebbe essere determinata dal fatto che i dati sono tratti da una indagine campionaria che, come è noto per i sondaggi, è esposta inevitabilmente ad errore di campionamento ed ha precisi intervalli di confidenza.
Se osserviamo la serie storica dal 2002, il primo anno in cui i dati sono disponibili a livello regionale, sicuramente non si rileva alcuna positiva inversione di tendenza. Nel 2008, anno in cui effettivamente sono state erogate le prestazioni previste dal primo programma, si osserva una diminuzione significativa dell’incidenza della povertà rispetto all’anno precedente, ma successivamente la situazione appare statica: non peggiora, e questo è un dato positivo, ma allo stesso tempo non migliora malgrado le risorse investite.
 
Incidenza della povertà
 
2002
2003
2004
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011
2012
Sardegna
17,1
13,1
15,4
15,9
16,9
22,9
19,4
21,4
18,5
21,1
20,7
Italia
11,0
10,8
11,7
11,1
11,1
11,1
11,8
10,8
11,0
11,1
12,7
Fonte: elaborazioni su dati Istat
 
La Regione Sardegna negli anni scorsi ha pubblicato alcuni dati relativi al numero dei beneficiari e al numero degli interventi erogati. I dati di monitoraggio diffusi mostrano chiaramente una copertura del target estremamente parziale: i beneficiari dei programmi di contrasto possono essere stimati mediamente attorno al 1,5-2% delle famiglie sarde.
Pertanto, se volessimo far uscire dalla povertà le famiglie attualmente in questa condizione, utilizzando soltanto gli strumenti del programma regionale di contrasto sarebbe necessario:
  • assicurare più risorse ad ogni singolo nucleo: dovremmo integrare, cioè, le risorse economiche di queste famiglie in modo consistente in modo che il loro reddito complessivo superi la soglia di reddito considerata di povertà (990,88 euro per una famiglia con due componenti);
  • incrementare l’efficacia del programma: introdurre soluzioni di politica sociale più efficaci, promuovere maggiori sinergie con altri programmi di welfare;
  • incrementare gli stanziamenti complessivi: se invece non si intendono modificare le attuali disposizioni, dovremmo moltiplicare per quasi dieci volte gli stanziamenti degli anni passati e finanziare il programma regionale non con 30 milioni, ma con una cifra pari a 300 milioni di euro.
La Regione procede, invece, in un’altra direzione: ha ridotto pesantemente le risorse disponibili per l’anno in corso e ha adottato delle soluzioni normative complesse per il finanziamento del programma regionale, con esiti non equi, che creano notevoli incertezze sulle reali disponibilità di risorse.
Il meccanismo di finanziamento introdotto dalla legge finanziaria è molto complesso: all’art. 2 ha previsto la riduzione delle aliquote dell’Irap per le imprese e per la pubblica amministrazione. Gli enti locali territoriali pagheranno, pertanto, aliquote Irap ridotte. Con i risparmi ottenuti, gli stessi enti locali rifinanzieranno i programmi di contrasto della povertà, i progetti per l’occupazione e la manutenzione degli immobili scolastici.
I conti, però, non tornano neanche in termini finanziari: secondo l’Anci, su 337 amministrazioni comunali sono addirittura 319 quelle che avranno meno risorse, mentre solo 18 (fra cui Cagliari, Oristano e Nuoro) ci guadagneranno. Il caso più eclatante di chi ci perde è Sassari: avrà 400 milioni in meno ed è il Comune più penalizzato, nel confronto fra quello che incassava prima (un miliardo e 700 milioni) e quanto risparmierà con la riduzione dell’imposta, un miliardo e 300 milioni. Non stanno meglio Alghero, Olbia e Quartu (-300 milioni a testa), Assemini (-200) e Iglesias (-100).
Con la Legge regionale 2 agosto 2013, n. 21 “Sostegno alle povertà e interventi vari” la Regione ha cercato di rimediare a questa situazione, ma ha rifinanziato il Fondo per il contrasto delle povertà stanziando appena 10 milioni. Per di più, è una legge sulla povertà che non introduce nuove disposizioni e nuove soluzioni di politica sociale per fronteggiare una situazione drammatica di povertà e di impoverimento delle famiglie sarde, per migliorare i programmi esistenti e renderli finalmente più efficaci.

 

Cooperativa Sociale Comunità La Collina Onlus Loc. S'Otta 09040 Serdiana (Cagliari)

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