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La crisi economica italiana colpisce anche i bambini
Monica Serra

Dal dossier L’isola che non ci sarà presentato dall’associazione onlus Save the Children, si evidenziano importanti allarmi in riferimento alla situazione attuale e futura dell’infanzia nel nostro paese.
L’analisi delinea il profilo di un Paese che sta tornando indietro e che sta consumando ai danni di bambini, adolescenti e giovani un vero e proprio “furto di futuro”.
Non si prospetta nulla di buono per le nuove generazioni, la povertà corrode il loro futuro, si vive in un paese caratterizzato dai tagli ai fondi per minori e famiglia, povertà materiale, povertà d’istruzione, scarso investimento nell’alta formazione e assenza di sbocchi professionali.
I dati della ricerca mostrano l’Italia al 18esimo posto nell’Europa dei 27, in riferimento alla spesa pubblica per la protezione sociale dei bambini che è pari all’1,1% del PIL e agli ultimi posti tra i paesi europei per l’investimento nell’istruzione.
In particolare, per la spesa finalizzata alla scuola dell’infanzia e primaria il nostro paese si colloca al 9° posto (su 15), per la scuola secondaria al 7° posto (su 12) e per la formazione universitaria al penultimo posto dopo la Grecia.
Quasi il 29% di bambini sotto i 6 anni, pari a 950.000 circa, vive ai limiti della povertà tanto che il nostro paese è al 21esimo posto in Europa per rischio povertà ed esclusione sociale fra i minori 0-6 anni, e il 23,7% vive in stato di deprivazione materiale.
Altra pecca del sistema italiano è l’istruzione, il principale strumento per ambire a condizioni di vita migliori rispetto a quelle magari dei genitori, rompendo il circolo vizioso delle povertà.
I dati non sono positivi: un giovane su 5 tra i 18 e i 24 anni (il 18, 2 %) ha solo la licenza media, non svolge e non ha concluso altri percorsi professionali o attività formative, lo stesso vale per il 30% di giovani nella fascia d’età tra i 25 anni e 34enni con bassi titoli di studio e ridotte probabilità di entrare nel mercato lavorativo. L’Italia si posiziona in ultima posizione per quanto riguarda il livello di riuscita universitaria: solo il 20% dei giovani tra i 30 e 34 anni possiede una laurea.
Il nostro è un sistema d’istruzione debole caratterizzato dall’assenza di un sistema di formazione professionale adeguato; i giovani che non lavorano, non studiano e non sono in formazione sono 3 milioni e 200.000, posizionando il nostro paese al 25° posto su 27.
Questa è la drammatica situazione in cui versano le nuove generazioni italiane, situazione che influirà sulla crescita di tutto il paese.
Save the Children propone alcune soluzioni urgenti per un “ritorno al futuro”, a cominciare da un piano specifico e articolato di contrasto alla povertà minorile, che preveda al suo interno alcune misure prioritarie come l’estensione della carta d’inclusione sociale per l’acquisto di beni essenziali, non solo a quei nuclei con figli, in situazione di povertà estrema ma a tutte le famiglie a basso reddito con minori in difficoltà; un piano d’investimento a favore dell’istruzione pubblica, per tenere aperte le scuole con attività educative anche il pomeriggio e per garantire, senza ulteriori costi per le famiglie, l’insegnamento delle materie curricolari e i servizi di trasporto e mensa gratuiti per le famiglie più in difficoltà; un nuovo piano per l’utilizzo dei fondi europei che concentri le risorse sullo sviluppo non solo delle infrastrutture fisiche ma anche del “capitale umano”, a partire dal potenziamento dei servizi alla prima infanzia.

L’Italia è la quarta economia europea incapace di investire sulle nuove generazioni, incapace di rinnovarsi, incapace di dare un futuro ai giovani, costretti a scappare all’estero per studiare e farsi una vita con dignità. L’idea di garantire un futuro ai bambini italiani di oggi sembra ben lontana dalle menti e dalle politiche dei nostri governanti. Nell’agenda anche dell’attuale governo è assente la priorità di definire e pianificare un sistema sociale proiettato verso il futuro e la crescita, dando la giusta importanza e rilievo all’investimento sui giovani, all’importanza dello studio e della formazione dei bambini.
Pare che nel nostro paese chi ha avuto la sfortuna di nascere povero continuerà ad esserlo; se non si cambia modo di pensare e agire si paventa una grave crisi sociale che colpirà ambizioni e speranze dei giovani italiani.

Cooperativa Sociale Comunità La Collina Onlus Loc. S'Otta 09040 Serdiana (Cagliari)

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