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Rom, sinti e caminanti: strategie e tavoli regionali per la principale minoranza d’Europa

 

Con la Comunicazione n. 173 del 5 aprile 2011, recante “Quadro dell’UE per le strategie nazionali di integrazione dei rom fino al 2020”, la Commissione Europea ha affermato l’improcrastinabile esigenza di superare la situazione di emarginazione economica e sociale della principale minoranza d’Europa.
In attuazione di questa comunicazione, nei giorni scorsi la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha avanzato la proposta di costituire tavoli regionali per il coordinamento degli interventi locali nell’ambito della strategia nazionale di inclusione dei rom, sinti e caminanti.
In particolare, i tavoli regionali dovrebbero avere il compito di sensibilizzare le autorità comunali e provinciali e monitorare l’attuazione della strategia nazionale a livello locale. I tavoli costituiranno il luogo di elaborazione di piani locali che verranno sperimentati, in via prioritaria, nei territori in passato ricompresi nella gestione emergenziale (Lazio, Campania, Lombardia, Piemonte e Veneto), nelle regioni che vivono specifiche problematiche di esclusione sociale delle comunità rom e presso le città delle regioni rientranti nelle priorità dell’Obiettivo Convergenza della programmazione dei fondi strutturali 2007-2013.
Il documento delle regioni si sviluppa nell’ambito del piano Strategia nazionale per l’inclusione dei rom, dei sinti e dei caminanti 2012-2020, approvato lo scorso anno dal Governo italiano.
Il piano prevede, per i primi due anni, interventi per “aumentare la capacity-building istituzionale e della società civile per l’inclusione sociale dei rom, sinti e caminanti”. Il documento è rilevante, ma permangono alcuni limiti in particolare in relazione alle risorse messe a disposizione per i primi due anni 2012/2013, pari a 17 milioni di euro.
Nella Strategia nazionale sono stati, individuati quattro assi di intervento al fine di favorire l’inclusione sociale delle popolazioni rom: istruzione, lavoro, salute e casa.
Un focus particolare è dedicato alle iniziative previste per accrescere le opportunità educative, favorendo l’aumento del numero degli iscritti a scuola, nonché la frequenza, il successo scolastico e la piena istruzione. Ciò anche attraverso processi di pre-scolarizzazione che puntino alla partecipazione dei giovani all’istruzione universitaria, all’alta formazione e formazione-lavoro anche mediante prestiti d’onore, borse di studio e altre agevolazioni previste dalla legge.
Sul fronte casa, il testo indica come priorità anche quella di “aumentare l’accesso a un ampio ventaglio di soluzioni abitative in un’ottica partecipativa di superamento definitivo di logiche emergenziali e di grandi insediamenti monoetnici, nel rispetto delle opportunità locali, dell’unità familiare e di una strategia fondata sull’equa dislocazione”.
In ordine alla salute, l’obiettivo centrale della Strategia è l’accesso ai servizi sociali e sanitari sul territorio, l’implementazione della prevenzione medico-sanitaria con particolare attenzione a donne, ragazzi, anziani e disabili con interventi mirati a favorire la salute riproduttiva. Il Piano sottolinea l’esigenza di coinvolgere i servizi sociali nei programmi di cura medica, anche mediante l’inserimento di mediatori culturali.
Tra le misure previste a sostegno dell’inserimento lavorativo, ampio spazio è dato alla promozione della formazione professionale, come strumento per superare situazioni di irregolarità o precarietà del lavoro e favorire lo sviluppo di attività imprenditoriali autonome, nonché percorsi di inserimento specifici per donne e giovani under 35.
Tra le “azioni di sistema” individuate, il piano prevede altresì la promozione di un sistema permanente di centri territoriali contro le discriminazioni, che si avvarrà di una rete di antenne territoriali gestita dall’UNAR per la rilevazione e la presa in carico dei fenomeni di discriminazione; l’abbattimento degli stereotipi con campagne di informazione; l’elaborazione un “modello di partecipazione delle comunità ai processi decisionali nazionali e locali” con il coinvolgimento degli attori istituzionali e delle principali associazioni.

 

Cooperativa Sociale ComunitĂ  La Collina Onlus Loc. S'Otta 09040 Serdiana (Cagliari)

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