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Le tariffe degli asili nido comunali

L’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva ha realizzato una interessante ricerca sugli asili nido comunali. Oggetto della ricerca sono state le rette applicate al servizio di asilo nido comunale per la frequenza a tempo pieno (in media, 9 ore al giorno) e, dove non presente, a tempo ridotto (in media, 6 ore al giorno), per cinque giorni a settimana.
Dall’indagine emerge che sono al Nord le città più care, a Foggia l’incremento record nel 2010-11 rispetto al 2009-10. La Sardegna ha migliorato sensibilmente le condizioni dei servizi per l’infanzia sia in relazione al grado di copertura rispetto all’utenza potenziale e sia alle tariffe praticate.
In Italia il costo medio per mandare un figlio all’asilo (considerato una famiglia tipo di tre persone, genitori e figlio 0-3 anni, con reddito lordo annuo di 44.200 euro e relativo ISEE di 19.900) è pari a 302 euro al mese che, considerando dieci mesi di utilizzo del servizio, portano la spesa annua a famiglia a più di 3000 euro. Nel caso specifico della nostra famiglia di riferimento, la spesa media mensile per la retta del nido comunale ammonta al 12% della spesa media mensile.

Regione Spesa media mensile
anno 2010-11
Spesa media mensile
anno 2009-10
Variazione % 2010-11
su 2009-10
Sardegna 235 246 -7,3
Italia 302 301 0,3

Emergono disparità economiche tra aree del Paese difficili da giustificare: in una provincia, la spesa mensile media per il tempo pieno può avere costi anche tre volte superiori rispetto ad un’altra provincia, e doppi tra province nell’ambito di una stessa regione. Ad esempio, a Lecco la spesa per la retta mensile, di 537 euro, è sei volte più cara rispetto a Catanzaro (80 euro), il triplo rispetto a Roma (146 euro) e più che doppia rispetto a Milano (232 euro). Marcate differenze anche all’interno di una stessa regione: in Veneto, la retta più cara, in vigore a Belluno (525 euro mese per il tempo pieno), supera di 316 euro la più economica registrata a Venezia. Analogamente nel Lazio la retta che si paga a Viterbo (396 euro) supera di 250 euro la più economica registrata a Roma. Al Sud, in Puglia tra la retta di Foggia (368 euro) e quella di Bari la differenza è di 179 euro.
Facendo un confronto tra i posti disponibili e la potenziale utenza (numero di bambini in età 0-3 anni) in media in Italia la copertura del servizio è del 6,2% con un massimo del 15,7% in Emilia Romagna ed un minimo dello 0,9% in Calabria e Campania. La Sardegna ha una copertura del 4,6% di asili nido comunali, inferiore appunto alla media nazionale, ma superiore alla copertura di tutte le regioni meridionali
La Regione Sardegna, a partire dalla legge regionale 23/2005, ha modificato profondamente l'offerta dei servizi per la prima infanzia. Il regolamento di attuazione della stessa legge ha introdotto nuove tipologie (quali il micronido aziendale e i servizi in contesto domiciliare quali "Mamma accogliente" ed "Educatore familiare"), ha razionalizzato la presenza degli operatori, ha incentivato con risorse finanziarie proprie la diffusione delle sezioni primavera, dei nidi aziendali, ha promosso misure quali "Ore preziose" per consentire a tutte le famiglie un accesso economicamente più agevole ai servizi. Gli obiettivi delle varie misure assunte sono stati quelli di ridurre i costi di gestione e il conseguente aggravio sul bilancio delle famiglie, introdurre tipologie di servizi più flessibili adatte alle ridotte esigenze dei piccoli centri, favorirne la diffusione, migliorare la qualità complessiva dei servizi per l'infanzia.
Il Piano di sviluppo dei servizi socio-educativi per la prima infanzia è stato un'importante occasione per rafforzare queste misure. Il Dipartimento per le Politiche della Famiglia ha attribuito alla Regione Sardegna per gli anni 2007, 2008, 2009 la somma complessiva di 10.147.949 euro, ai quali si è aggiunto un cofinanziamento regionale pari a 4.912.495 euro. La Regione Sardegna è stata, nel 2007, la prima regione italiana ad accedere a questi finanziamenti e a programmarne l'utilizzo.

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