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Il IV Rapporto sui lavoratori di origine immigrata

Il IV Rapporto sui lavoratori di origine immigrata negli archivi INPS, curato dal Centro Studi e Ricerche IDOS della Caritas-Migrantes in collaborazione con l'INPS, evidenzia il fatto che i lavoratori immigrati costituiscono una dimensione strutturale del nostro mercato del lavoro e, di conseguenza, anche del nostro sistema previdenziale. In questo contesto, gli immigrati si connotano come una componente strutturale del "sistema paese" non solo a livello occupazionale ma anche, e in stretta connessione, a livello demografico e pensionistico. Essi sono scarsi fruitori e importanti contributori all'interno del sistema previdenziale, in conseguenza della loro giovane età: i contributi versati dagli immigrati sono stimati in 7,5 miliardi di euro.
Il Rapporto analizza la situazione dei lavoratori immigrati di origine non o neo comunitaria sulla base dei dati degli archivi previdenziali gestiti dall'INPS.
L'anno di riferimento è il 2007, ovvero il periodo immediatamente precedente l'emergere della crisi economica e occupazionale: un termine di paragone significativo per valutarne l'impatto.
Sono considerati immigrati i lavoratori nati in un paese esterno all'Unione Europea a 15, includendo i migranti originari dei 12 nuovi stati membri, principali protagonisti dei flussi migratori in Italia nell'ultimo decennio.
Nell'insieme, sono 2.727.254 i lavoratori di origine non e neo comunitaria assicurati all'INPS nel 2007, pari a oltre un ottavo (12,9%) di tutti gli assicurati presso l'istituto (21.108.368).
Le grandi aree territoriali non sono coinvolte in misura uniforme rispetto all'occupazione della manodopera immigrata e il loro peso va diminuendo man mano che dal nord si scende verso il sud della penisola. Quasi i due terzi degli iscritti negli archivi INPS sono attivi nelle regioni settentrionali (1.695.084, il 62,2% del totale: il 32,2% nel nord-ovest e il 30,0% nel nord-est), quasi un quarto nel centro (650.432, 23,8%) e poco più di un ottavo nel Mezzogiorno (380.460, 13,9%). In ogni caso, al di là dei diversi modelli di inserimento territoriale, mentre gli italiani si indirizzano verso i lavori di più alto profilo, gli immigrati sono canalizzati verso i settori deficitari di manodopera per svolgere quelle mansioni che risultano meno appetibili (agricoltura, lavoro domestico, edilizia…), al nord come nel Meridione.
Il comparto della collaborazione familiare nel 2007 ha occupato 618.032 addetti, per oltre i tre quarti immigrati (479.133, 77,5%); una quota ben superiore a quella, già rilevante, che si registrava nel 1998 (46,3%). Si tratta di un ambito in cui si concentra oltre un sesto (17,6%) di tutti gli immigrati assicurati dall'INPS, a riprova della forte domanda interna. L'aumento è stato fortissimo negli anni 2000, anche a seguito della regolarizzazione del 2002 (oltre che, in prospettiva, del 2009) e delle quote destinate al settore nell'ambito degli annuali decreti sui flussi di ingresso dall'estero. Tuttavia le posizioni registrate dall'INPS sono inferiori alla presenza effettiva: trattandosi di un settore in cui la fragilità del lavoratore immigrato si associa a quella delle famiglie, sono in molti a lavorare in nero.
In ogni caso, l'intera categoria ha visto aumentare la sua consistenza di oltre 2,5 volte nel corso di un decennio (1998-2007: +157,3%) grazie all'apporto degli immigrati, aumentati di oltre 4 volte (+330,4%), mentre gli italiani sono cresciuti di appena 10 mila unità.
I lavoratori immigrati tendono a concentrarsi nel settore domestico se inseriti nelle regioni centromeridionali in modo più accentuato di quanto non avvenga al nord (e nord-est innanzi tutto), dove invece è largamente prevalente l'inserimento alle dipendenze delle imprese, in particolare nell'industria in senso stretto. Il lavoro agricolo raccoglie quote rilevanti tra i lavoratori di origine immigrata nelle regioni del Mezzogiorno e, solo in seconda battuta, nel nord-est, dove, nonostante l'importanza del comparto agricolo, prevale l'attrazione di quello industriale. Il lavoro autonomo, almeno in termini relativi, e con specifico riferimento al settore commerciale, è un ambito occupazionale nel quale i lavoratori immigrati tendono a concentrarsi in misura maggiore nel Mezzogiorno, verosimilmente in conseguenza delle più scarse possibilità offerte dal mondo del lavoro dipendente e dalla funzione di traino svolta dal turismo.

Cooperativa Sociale Comunità La Collina Onlus Loc. S'Otta 09040 Serdiana (Cagliari)

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