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Approvato il nuovo indicatore della situazione economica equivalente
di Paolo Demuru 18/12/2013
 

Il 3 dicembre 2013 il Consiglio dei Ministri ha approvato il Regolamento concernente la revisione delle modalità di determinazione e i campi di applicazione dell’Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE).

 
Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, ancora in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, è il risultato dell’iniziativa avviata dal Governo Monti con l’art. 5 del DL 6 dicembre 2011, n. 201 (convertito con modificazioni dalla Legge 22 dicembre 2011, n. 214) che conferisce mandato al Governo di predisporre un apposito decreto attuativo, il quale non ha avuto vita facile.
 
Il testo del decreto, infatti, ha raggiunto faticosamente l’intesa, con osservazioni, nella Conferenza Unificata Stato Regioni del 13 giugno 2013, dopo essere stato pesantemente criticato nella seduta del 24 gennaio 2013 dalla Regione Lombardia. Il 1 agosto al Senato e il 6 agosto alla Camera dei deputati, le Commissioni approvano il testo del decreto accogliendo le osservazioni della Conferenza Unificata e lo trasmettono al Governo per l’approvazione definitiva con diversi suggerimenti e inviti.
 
È opportuno ricordare che sul tema è intervenuta precedentemente anche la Corte Costituzionale che, su ricorso della Regione Veneto, il 19 dicembre 2012 dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 5 del DL 201/2011 nella parte in cui non prevede che il decreto attuativo sia emanato d’intesa con la Conferenza Unificata Stato-Regioni.
 
Il nuovo Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) è stato comunque approvato in tempo per entrare in vigore già nel 2014 e con il Decreto del Ministero del Lavoro dell’8 marzo 2013 “Definizione delle modalità di rafforzamento del sistema dei controlli dell'ISEE. (GU Serie Generale n.149 del 27.6.2013) il quadro di riferimento normativo, organizzativo e procedurale per valutare e verificare le condizioni di necessità delle persone che richiedono le prestazioni sociali si completa.
 
Nella conferenza stampa di presentazione del decreto, il Presidente del Consiglio dei Ministri Letta e il Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Giovannini, hanno presentato l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) (PDF: riforma_isee) quale strumento insostituibile per l'erogazione dei servizi e delle prestazioni sociali, già indicato dal documento dei cosiddetti "saggi del Quirinale" come uno degli obiettivi prioritari del futuro Governo.
 
Queste le principali novità della riforma elencate nella conferenza stampa di presentazione:
  • vengono considerate tutte le forme di reddito, comprese quelle fiscalmente esenti;
  • migliora la capacità selettiva dando un peso più adeguato alla componente patrimoniale;
  • considera le caratteristiche dei nuclei con carichi gravosi, come le famiglie con 3 o più figli e quelle con persone con disabilità;
  • consente una differenziazione dell’indicatore in riferimento al tipo di prestazione richiesta;
  • riduce l’area dell’autocertificazione, consentendo di rafforzare i controlli per ridurre le situazioni di accesso indebito alle prestazioni agevolate.
 
Inoltre:
  • è introdotta la possibilità di calcolare l’ISEE “corrente” in caso di variazioni del reddito corrente superiori al 25 %;
  • vengono sottratti dalla nozione di reddito gli assegni di mantenimento, i redditi da lavoro dipendente (quota del 20% fino a un massimo di 3000 euro), pensioni (quota del 20% fino a 1000 euro), costo dell’abitazione (da 5165 a 7000 euro all’anno) e le spese effettuate da persone con disabilità o non autosufficienti;
  • vengono aumentate le franchigie per ogni figlio successivo al secondo (500 euro per la deduzione dell’affitto, 2500 euro per la deduzione sulla prima casa, 1000 euro per il patrimonio immobiliare).