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Un’accelerazione verso il Nuovo Patto della Salute
  19/11/2013
 

Le manovre finanziarie degli ultimi anni e la Legge di Spending Review del 2012 hanno agito profondamente sul fabbisogno finanziario del Sistema Sanitario Nazionale (SSN), violando gli impegni stabiliti dal precedente Patto per la Salute 2010-2012 e generando indiscutibili effetti sull’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). I tagli al SSN sono stati fortemente contestati dalle Regioni e hanno fatto registrare un arresto del confronto già in atto nel 2012, tra le Regioni e il Governo, sul nuovo Patto della Salute 2013-2015.

L’apparente assenza di nuovi tagli nel disegno di Legge di Stabilità 2014, ora all’esame del Parlamento, ha determinato una maggiore sicurezza dei livelli di finanziamento e l’effetto di accelerare i lavori di predisposizione del nuovo Patto per il prossimo triennio.
Nel corso della Conferenza delle Regioni del 31 Ottobre scorso, dedicata al Patto della Salute, sono state presentate 10 schede elaborate dai gruppi tecnici delle Regioni, che rappresentano altrettante priorità di programmazione e che, secondo il parere delle Regioni, devono essere portate all’attenzione del Ministero: costi e fabbisogno standard, ospedali e carriera del personale dipendente, cure primarie e integrazione sociosanitaria, farmaci e farmacie, dispositivi medici e università, ricerca e edilizia sanitaria, piani di rientro, mobilità e tariffe.
Il 6 Novembre le Regioni hanno dato il via libera ai costi standard, proponendone l’applicazione in via sperimentale già dal 2013 e in via definitiva dal 2014. Questo passo, porterà ad approvare in tempi rapidi un Decreto che individua le 5 Regioni di riferimento per poi definire il riparto dei finanziamenti per la sanità nel 2013.
L’analisi dei dieci documenti, visualizzabili nel sito del Sole 24 ore Sanità, permette di capire quali sono i principali temi, i nodi di programmazione e le soluzioni ipotizzate dalle Regioni per migliorare la performance del SSN. Di seguito sono riportate sinteticamente alcune proposte, rimandando ai documenti specifici per una descrizione più completa.
 
  • Le gare dei farmaci dovranno essere effettuate in equivalenza terapeutica e spetta all’AIFA verificare il reale vantaggio del costo dell’innovazione in termini di salute.
  • Revisione del Nomenclatore tariffario delle protesi e degli ausili con indicazione di quelli che possono essere sottoposti a procedura pubblica di acquisto.
  • Analisi del fabbisogno del personale, basate sulle dinamiche di accesso (esiti lauree sanitarie) e di uscita (riforma pensionistica) dei professionisti; riconsiderazione della posizione degli specializzandi che potrebbero nel penultimo e ultimo anno, essere inseriti con appositi strumenti contrattuali nell’ambito del SSN.
  • Eliminazione per tutta l’area medica/veterinaria e delle professioni sanitarie della qualifica dirigenziale, che deve essere acquisita con apposita procedura concorsuale; maggiore riconoscimento retributivo di posizioni di altissima professionalità e riequilibrio dell’attuale sistema orientato al riconoscimento prevalente degli incarichi di strutture semplici e complesse.
  • Abbandono dell’attuale modello di cure primarie, oramai obsoleto, basato su interventi di professionisti individuali a favore del modello multi professionale e interdisciplinare, con il coinvolgimento dei professionisti di area sociale, che vede nella medicina di iniziativa la modalità abituale di intervento.
  • Ridefinizione degli indicatori basati sul rapporto tra il numero di posti letto e numero programmato degli iscritti al primo anno del corso di laurea in medicina e chirurgia.
  • Revisione nei protocolli di intesa tra Università e Regione, dei criteri di regolamentazione dei rapporti organizzativo/funzionali dei dipartimenti assistenziali delle AOU, nonché dei criteri di compartecipazione agli assetti economici-patrimoniali.
  • Revisione delle modalità di accesso ai finanziamenti nazionali per l’edilizia ospedaliera e per l’ammodernamento strutturale e tecnologico della sanità territoriale e distrettuale, introducendo la possibilità di finanziare i Programmi di investimento regionali previa Intesa Stato-Regioni e solo dopo l’avvio dei lavori con anticipazione a valere sui Bilanci regionali o con la collaborazione della Cassa DD.PP.
  • Revisione del DPCM 2001 sui LEA per l’area dell’integrazione sociosanitaria, attraverso la definizione certa delle risorse, e a favore dei percorsi di mantenimento a domicilio delle persone, anche con l’adozione di strumenti quali il budget congiunto di cura, definizione dei macro obiettivi di servizio sociale.