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Le politiche familiari delle regioni italiane
  30/05/2012
 

 

Soltanto tre regioni su otto dimostrano di avere condizioni economiche, occupazionali e normative favorevoli alle famiglie, a fronte di cinque regioni che invece presentano caratteristiche non adeguate a sostenere le famiglie nello svolgimento delle loro funzioni educative, di cura e sociali.
Questo è quanto emerge da una ricerca promossa dalla CISL Nazionale e da FNP-CISL Nazionale in otto regioni italiane (Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Campania, Sicilia).
La ricerca, attraverso l’applicazione di un indicatore di valutazione del grado di familiarità dei territori (Igft), suddivide i contesti regionali in territori profamily, ovvero orientati alla famiglia (Emilia Romagna, Lombardia e Veneto), e in territori nofamily, ovvero regioni nelle quali le condizioni territoriali non favoriscono la crescita e lo sviluppo delle famiglie (Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Sicilia e Toscana).
La ricerca ha analizzato quattro fattori territoriali: le risorse destinate ai servizi per la famiglia, le caratteristiche delle famiglie, le opportunità occupazionali e la capacità delle leggi di sostenere la famiglia.
Dei quattro fattori analizzati, il dato sulle risorse rivolte alla famiglia mette in evidenza le maggiori criticità: la spesa sociale delle regioni analizzate, infatti, si attesta sui 146 euro per abitante, con un forte squilibrio nazionale tra la prima della classe, la regione Veneto, e il fanalino di coda, la regione Campania.
Se da una parte le risorse rivolte ai servizi per la famiglia sono scarse, dall’altra l’impianto normativo (sono state analizzate 371 leggi per un totale di circa 1000 servizi) risulta essere sufficientemente organizzato, inquadrando abbastanza bene il target, la governance e la tipologia degli interventi. Alcune regioni mostrano di avere un passo più lento di altre (Campania, Lazio, Lombardia e Veneto), ma il vero dubbio in questo ambito riguarda soprattutto la reale applicazione di tali leggi: le risorse scarse destinate al finanziamento del sociale lasciano supporre che diverse leggi – seppur buone – non vengano attuate.
All’interno di questo quadro, la famiglia italiana sembra comunque resistere (e non solo al Sud come verrebbe da pensare), presentando ancora una certa vitalità seppur all’interno di una dinamica familiare che sembra lanciare segnali di criticità ed evidenti richieste di aiuto.

In tre regioni su otto, si registra la fatica delle famiglie a fare figli (Friuli Venezia Giulia, Lazio e Toscana); cinque sono le regioni dove i giovani faticano a fare famiglia e ad uscire dalla famiglia d’origine (Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Sicilia e Toscana).