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Il sociale e la salute
  5/10/2010
 

“Sociale e salute” è una newsletter che intende promuovere informazioni, analisi e proposte sulle politiche sociali e della salute. È rivolta a quanti operano nei servizi alla persona e nei servizi sanitari e sono interessati a ricevere brevi analisi, informazioni su quanto accade in questi ambiti, con quali modalità possa essere costruito un percorso comune, come si possa promuovere il benessere delle persone utilizzando organicamente le risorse di cui dispongono i due versanti organizzativi.

Nasce per riportare i discorsi sulla salute e il sociale alle loro dimensioni tecniche, per costruire e diffondere evidenze che sostengono una posizione, una priorità; che ci conducano a ripensare una modalità di azione. Nasce per avviare una discussione pubblica sui mutamenti, sulle criticità, sulle nuove opportunità di sviluppo che emergono in campo sanitario e nell’organizzazione dei servizi alla persona, con una particolare attenzione alla relazione tra questi due termini.

Con la convinzione che si discute poco, in termini tecnici, su temi quali la programmazione e l’organizzazione dei servizi sanitari e dei servizi alla persona, i risultati delle ricerche raramente sono colti nelle loro implicazioni in termini di dislocazione di risorse finanziarie e umane e raramente l’efficacia di una norma o di un programma è valutata con rigore.

Parleremo di spesa farmaceutica, di rete dei servizi e livelli essenziali, di qualità e accreditamento, di dipendenza, delle persone che vivono un’esperienza di immigrazione, di programmi di contrasto della povertà e delle condizioni di non autosufficienza, insieme a ciò che accresce la coesione sociale di una comunità, che favorisce l’inserimento sociale di persone che in una fase della loro vita hanno maggiori difficoltà, che accresce la capacità di cura della famiglia. Privilegiando un approccio non settoriale, cercando di alzare lo sguardo rispetto a quello che ci è più vicino e al nostro presente, pensando ad un sistema di servizi che costruisce la sua competenza e la sua capacità di azione senza trascurare criteri di buona accoglienza e di rispetto delle persone. Cercando, infine, di rinsaldare una relazione tra sociale e salute, perché nel vivere quotidiano queste sfere di vita non sono distinte, si influenzano reciprocamente, e la loro integrazione in una strategia comune accresce l’efficacia di ogni azione avviata.

L’integrazione del sociale e del sanitario di cui intendiamo parlare è soprattutto quella che l’operatore competente e responsabile costruisce nelle piccole cose, nei percorsi di cura che propone. Nella sua esperienza professionale ha osservato che il percorso terapeutico che si avvia nell’ambito di un presidio sanitario inevitabilmente non si conclude alla sua soglia, ha un “prima” e un “dopo”: una dimissione ospedaliera o la continuità di una cura farmaceutica necessita di risorse relazionali sulle quali poggiare ulteriori azioni, ogni discorso terapeutico rischia di interrompersi quando nella vita quotidiana mancano relazioni di supporto sociale e risorse di welfare, disponibilità e attenzione; la domanda di prestazioni sanitarie è inevitabilmente influenzata dalla presenza di efficaci servizi sociali. Ciò che fa la differenza, in molti processi riabilitativi o nell’evoluzione di qualsiasi patologia che crei una situazione di dipendenza, è la possibilità di un servizio di poter contare su una collaborazione attiva di altre sfere di vita e di altri sistemi organizzativi. Quando questa collaborazione attiva non è presente nella famiglia e nella rete amicale, deve essere costruita attraverso buone relazioni di welfare.

Ugualmente, quando la criticità ha invece inizio nei mondi della vita di relazione, l’assenza di legami familiari e di amicizia, la conflittualità o la solitudine, rischiano di non assicurare la dovuta continuità ad un buon percorso di recupero alla vita sociale, rendono più difficile un accesso appropriato ai servizi sanitari, a cure complesse. Oramai è difficile individuare un problema sociale che non abbia anche una dimensione sanitaria – pensiamo alla condizione anziana, alle povertà persistenti, a molte problematiche giovanili, alla rilevanza delle problematiche della salute per chi sta in carcere – che ne accresce la criticità e complica ogni programma integrativo.

Tutto quello che scriveremo non vuole essere politico (nel senso che comunemente è attribuito a questo termine), ma semplicemente espressione della lunga pratica che ci accomuna, una pratica che ha sempre cercato di non essere distante da quello che le persone più semplici ci chiedono, possiamo dire che è l’espressione di un “agire riflessivo” proprio di chi opera in un settore e intende costantemente sottoporre ad una valutazione tecnica i risultati della propria azione, secondo criteri di equità, di equilibrio sociale, di efficacia, di rispetto, di rispondenza reale ai bisogni delle persone e di recupero alla vita di persone che sembrano avere un destino di esclusione.

La newsletter contiene informazioni brevi su norme appena approvate insieme a riflessioni e analisi che richiedono più tempo e più spazio per essere illustrate compiutamente. La sua periodicità è mensile. Ha un suo editore, la “Comunità La Collina” di Ettore Cannavera, che ci assicura un supporto e un sostegno su molti aspetti, ma soprattutto è il luogo dentro il quale si sperimentano molte politiche sociali che vorremmo molto più diffuse. Ha una sua piccola redazione, alcuni collaboratori che assicurano contributi con regolarità e, speriamo, un numero infinito di operatori sociali e sanitari, di gruppi e di associazioni che intendano contribuire alla riuscita di questa iniziativa inviandoci riflessioni, analisi, proposte e le piccole informazioni che ci aiutino a costruire un quadro d’insieme e ci aiutino a capire quale debba essere il futuro delle politiche sociali e della salute.

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