Share |
 
 
2012 Anno europeo dell’invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni
di Pino Frau 2/02/2012
 

 Il Parlamento Europeo e il Consiglio Europeo, con la “Decisione N. 940/2011/UE del 14 settembre 2011 sull'Anno europeo dell'invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni (2012)”, pubblicata in Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea – L. 246/5 del 23.9.2011, hanno proclamato il 2012 come Anno europeo dell'invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni (“Anno europeo”). Esso è inteso a promuovere la vitalità e la dignità di tutti.

Tale decisione è coerente con alcuni principi ispiratori del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE), tra i quali, contribuire ad un elevato livello di occupazione promuovendo la cooperazione tra gli Stati membri nonché sostenendo e, se necessario, integrandone l’azione (art. 147); sostenere e completare le attività degli Stati membri relative alle condizioni lavorative, all'integrazione delle persone escluse dal mercato del lavoro e alla lotta contro l'esclusione sociale (art. 153); combattere l'esclusione sociale e le discriminazioni e promuovere la giustizia e la protezione sociali, la parità tra donne e uomini e la solidarietà tra le generazioni (art. 3); riconoscere e rispettare il diritto degli anziani di condurre una vita dignitosa e indipendente e di partecipare alla vita sociale e culturale (art. 25 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea).
Alcune considerazioni, come si legge nel documento, condivise tra tutti gli Stati membri, sono alla base della decisione:
  • in Europa l'invecchiamento è indubbiamente una sfida per l'intera società e per tutte le generazioni e rappresenta inoltre un problema di solidarietà intergenerazionale e per la famiglia;
  • la fascia della popolazione dell'Unione formata dagli ultracinquantenni aumenterà ad un ritmo molto più veloce di quanto non sia mai accaduto in passato;
  • numerosi Consigli europei hanno sottolineato la necessità di affrontare l’impatto dell’invecchiamento demografico sui modelli sociali europei;
  • la principale risposta a tale rapido cambiamento della struttura demografica consiste nel promuovere la creazione di una cultura dell'invecchiamento attivo lungo tutto l'arco della vita e quindi nel garantire che la popolazione degli ultracinquantenni, in rapido e progressivo aumento, che globalmente gode di una salute migliore ed è più istruita di qualsiasi gruppo di età analogo che l'ha preceduta, abbia buone possibilità di essere occupata e di partecipare attivamente alla vita familiare e sociale, anche attraverso il volontariato, l'apprendimento permanente, l'espressione culturale e lo sport.
 
La stessa “Decisione” cita la definizione dell’invecchiamento attivo formulata dall’OMS: “Il processo in cui le opportunità di salute, partecipazione e sicurezza sono ottimizzate per migliorare la qualità della vita delle persone che invecchiano. L'invecchiamento attivo consente alle persone di realizzare le loro potenzialità di benessere fisico, sociale e psichico durante l'intero arco della vita e di partecipare alla vita sociale, dando loro nel contempo una protezione, una sicurezza e cure adeguate nel momento in cui ne hanno bisogno. Pertanto, la promozione dell'invecchiamento attivo richiede un approccio multidimensionale e un coinvolgimento tramite un sostegno duraturo tra tutte le generazioni”.
Il numero crescente di persone anziane in Europa e l'aumento di patologie croniche rendono più importante che mai la questione della promozione dell'invecchiamento attivo per tutti e, in particolare, per gli anziani sostenendone la vitalità e la dignità, garantendo l'accesso a un'assistenza sanitaria adeguata e di alta qualità, all'assistenza a lungo termine e ai servizi sociali, sviluppando iniziative volte a promuovere la prevenzione dei rischi per la salute associati al processo di invecchiamento. L'invecchiamento attivo può, inoltre, contribuire ad incrementare la partecipazione degli anziani al mercato del lavoro, consentire loro di restare attivi nella società più a lungo, migliorare la loro qualità di vita e contenere le difficoltà dei sistemi sanitari, dell'assistenza e della previdenza sociale.
La Commissione Europea, nel presentare le proprie opinioni sulle sfide demografiche che l'Unione deve affrontare e sulle relative opportunità nelle comunicazioni, considerando che la diversità delle generazioni più anziane in Europa è destinata ad aumentare, ritiene necessario promuovere attivamente le pari opportunità e favorire la partecipazione. I cittadini attivi di diversa provenienza hanno un'importante funzione di collegamento all'interno della società, favoriscono l'integrazione e contribuiscono all'economia.
Già in precedenza il Consiglio Europeo aveva adottato una risoluzione sulle opportunità e le sfide dei cambiamenti demografici in Europa: “ll contributo degli anziani allo sviluppo economico e sociale”, in cui si sottolineava sia la necessità di ampliare le possibilità di partecipazione attiva degli anziani, anche sotto forma di volontariato, sia le nuove opportunità economiche (la “silver economy”) create dalla crescente domanda da parte degli anziani di determinati beni e servizi nonché l'importanza di un'immagine pubblica positiva degli anziani. Altre risoluzioni dello stesso Consiglio affrontavano il tema dell’invecchiamento attivo sano e dignitoso con pari opportunità per donne e per uomini anziani, rispettoso delle diverse situazioni nei vari Stati membri e delle diverse difficoltà incontrate dalle donne e dagli uomini.
La comunicazione della Commissione Europea intitolata “Europa 2020 – Una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva”, del 3 marzo 2010, sottolineava l'importanza per l'Unione di promuovere l'invecchiamento sano e attivo della popolazione, nell'interesse della coesione sociale e di una maggiore produttività. Il 23 novembre 2010 la Commissione ha adottato, nell'ambito della strategia Europa 2020, l'iniziativa faro intitolata “Un'agenda per nuove competenze e nuovi posti di lavoro: un contributo europeo verso la piena occupazione”, nell'ambito della quale gli Stati membri dovrebbero promuovere le politiche per l'invecchiamento attivo. Il 16 dicembre 2010 la Commissione ha inoltre adottato l'iniziativa faro “Piattaforma europea contro la povertà e l'esclusione sociale: un quadro europeo per la coesione sociale e territoriale”.
Per raggiungere tali obiettivi politici il Consiglio ritiene che occorra agire a tutti i livelli governativi e mobilitare gli interessati a livello non governativo; a livello dell'Unione è possibile ottenere sostegno, ad esempio attraverso le attività di un Anno europeo durante il quale sostenere l’invecchiamento attivo come una priorità in tutti gli Stati membri, sottolineare i vantaggi dell’invecchiamento attivo ed il relativo contributo alla solidarietà tra generazioni, pubblicizzare iniziative a sostegno dell’invecchiamento attivo a tutti i livelli, compresa la sensibilizzare e promozione dello scambio di buone pratiche.
La decisione 2010/707/UE del Consiglio, del 21 ottobre 2010, relativa agli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione, invita gli Stati membri, ad aumentare la partecipazione della forza lavoro grazie a politiche volte a promuovere l'invecchiamento attivo, ad elevare i tassi di occupazione dei lavoratori anziani attraverso la promozione dell'innovazione nell'organizzazione del lavoro e ad ampliare le possibilità di occupazione dei lavoratori anziani aggiornandone le competenze e facendoli partecipare a programmi di apprendimento permanente. Sottolinea inoltre la necessità di rafforzare i sistemi di protezione sociale, l'apprendimento permanente e le politiche di inclusione attiva al fine di creare opportunità nelle diverse fasi della vita delle persone, di proteggerle dal rischio di povertà ed esclusione sociale e di incrementarne la partecipazione attiva alla società.
Riguardo al tema della innovazione, nella comunicazione relativa all'agenda digitale per l'Europa, la prima iniziativa faro Europa 2020 adottata il 19 maggio 2010, la Commissione Europea ha sottolineato l'importanza delle applicazioni e dei servizi delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) per un invecchiamento positivo ed ha proposto, in particolare, di potenziare il programma comune sulla domotica per l'assistenza domiciliare (AAL, Ambient Assisted Living). L'Agenda digitale per l'Europa ha inoltre raccomandato di avviare un intervento concertato per migliorare le competenze digitali di tutti gli europei, anche degli anziani, un gruppo sovrarappresentato nell'ambito dei 150 milioni di cittadini, ovvero approssimativamente il 30 % del numero totale di cittadini, che non hanno mai usato internet. La promozione della formazione in materia di nuove tecnologie e dell'accesso alle stesse accrescerebbe ulteriormente le opportunità per gli anziani.
La Commissione infine sta attuando la strategia europea sulla disabilità 2010-2020, la quale, vista la frequente correlazione tra l'invecchiamento e la disabilità, prevede iniziative che coinvolgono gli anziani. In particolare, ciò riguarderebbe le azioni per l'accessibilità secondo strategie del tipo “design for all”. Si tratta delle azioni atte a sostenere una vita indipendente e l'inclusione nella comunità, comprese quelle rivolte alle persone anziane disabili che richiedono un elevato livello di sostegno, che hanno esigenze complesse e che sono particolarmente vulnerabili ed esposte all'esclusione sociale. Inoltre l'Unione e tutti gli Stati membri hanno firmato la convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone disabili, che contiene tra l'altro disposizioni che riguardano gli anziani.
La presente Decisione stabilisce anche una dotazione finanziaria che costituisce per l'autorità di bilancio il riferimento privilegiato, anche se l'invecchiamento attivo rientra anche negli obiettivi di numerosi fondi, programmi e piani di azione dell'Unione, quali il Fondo sociale europeo , il Fondo europeo per lo sviluppo regionale, il programma Progress, il programma sull'apprendimento permanente e, in particolare, il suo programma Grundtvig, il programma salute, i programmi specifici sulle TIC e sulle scienze socioeconomiche e umane nell'ambito del settimo programma-quadro per la ricerca e lo sviluppo, il programma d'azione “Invecchiare bene nella società”.
 
Per garantire la partecipazione di una gamma diversificata di organizzazioni, durante l'Anno europeo si dovrebbero organizzare, per quanto possibile, eventi e iniziative su piccola scala. La partecipazione all'Anno europeo delle reti interessate a livello dell'Unione dovrebbe essere incoraggiata e sostenuta con risorse adeguate.
Nello specifico la Decisione si spinge ad incoraggiare e sostenere l'impegno degli Stati membri, delle loro autorità regionali e locali, delle parti sociali, della società civile e del mondo imprenditoriale, comprese le piccole e medie imprese, a promuovere l'invecchiamento attivo e ad adoperarsi maggiormente per mobilitare il potenziale degli ultracinquantenni, che costituiscono una parte della popolazione in continuo e rapido aumento. In tal modo, esso promuove la solidarietà e la cooperazione tra le generazioni, tenendo conto della diversità e della parità di genere. La promozione dell'invecchiamento attivo implica la creazione di migliori opportunità, affinché donne e uomini anziani possano svolgere un ruolo sul mercato del lavoro, la lotta contro la povertà, in particolare femminile, e l'esclusione sociale, incentivare il volontariato e la partecipazione attiva alla vita familiare e sociale e la promozione dell'invecchiamento sano e dignitoso. Ciò comporta, tra l'altro, l'adeguamento delle condizioni di lavoro, la lotta contro gli stereotipi negativi sull'età e la discriminazione basata sull'età, il miglioramento della salute e della sicurezza sul luogo di lavoro, l'adattamento dei sistemi di apprendimento permanente alle esigenze di una manodopera anziana e la garanzia che i sistemi di protezione sociale siano adeguati e offrano gli opportuni incentivi.
 
Gli obiettivi dell'Anno europeo esplicitati nella Decisione sono:
a) sensibilizzare l'opinione pubblica in merito all'importanza dell'invecchiamento attivo e delle sue varie dimensioni e garantire che ad esso sia accordata un posizione importante nell'agenda politica delle parti interessate a tutti i livelli, al fine di sottolineare l'utile contributo degli anziani alla società e all'economia;
b) fare in modo che tale contributo sia maggiormente apprezzato;
c) promuovere l'invecchiamento attivo, la solidarietà tra le generazioni e la vitalità e la dignità di tutti e adoperarsi di più per mobilitare il potenziale degli anziani, a prescindere dalla loro origine e consentire loro di avere una vita indipendente;
d) promuovere il dibattito, lo scambio d'informazioni e potenziare l'apprendimento reciproco tra Stati membri e parti in causa a tutti i livelli al fine di promuovere politiche sull'invecchiamento attivo, identificare e diffondere le buone prassi e sostenere la cooperazione e le sinergie;
e) fornire un quadro favorevole all'impegno ed agire concretamente affinché l'Unione, gli Stati membri e le parti in causa a tutti i livelli, con la partecipazione della società civile, delle parti sociali e delle imprese, con particolare accento sulla promozione di strategie dell'informazione, possano elaborare soluzioni innovative, politiche e strategie a lungo termine, comprese strategie complessive per la gestione delle problematiche legate all'età per quanto riguarda l'occupazione e il lavoro, attraverso attività specifiche e perseguire obiettivi specifici connessi all'invecchiamento attivo e alla solidarietà tra le generazioni;
f) promuovere attività che aiutino a lottare contro la discriminazione in base all'età, a superare gli stereotipi legati all'età e a rimuovere le barriere, in particolare per quanto riguarda l'occupabilità.
 
Le misure da adottare per conseguire gli obiettivi comprendono le seguenti attività a livello dell'Unione, nazionale, regionale o locale:
a) conferenze, manifestazioni ed iniziative, con la partecipazione attiva di tutte le parti interessate, volte a promuovere il dibattito, a sensibilizzare e incoraggiare l'impegno in merito a obiettivi specifici, contribuendo a produrre effetti sostenibili e duraturi;
b) campagne informative, promozionali ed educative facendo uso degli strumenti multimediali;
c) scambio di informazioni, di esperienze e di buone prassi, ricorrendo, tra l'altro, al metodo di coordinamento aperto e alle reti di soggetti interessati impegnate nel conseguimento degli obiettivi dell'Anno europeo;
d) ricerca e indagini su scala regionale, nazionale o a livello dell'Unione e diffusione dei risultati, rivolgendo particolare attenzione all'impatto socioeconomico della promozione dell'invecchiamento attivo o di politiche favorevoli all'invecchiamento attivo.
 
Nell'attuare le attività è data particolare attenzione al coinvolgimento di tutte le generazioni nel perseguire gli obiettivi dell'Anno europeo, in particolare cercando di sviluppare un approccio inclusivo e incoraggiando la partecipazione di anziani e giovani in iniziative comuni. La Commissione o gli Stati membri inoltre, possono identificare altre attività inerenti agli obiettivi dell'Anno europeo e possono permettere che il nome dell'Anno europeo sia impiegato per promuoverle, nella misura in cui esse contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi; tengono conto dell'integrazione della dimensione di genere in tutte le loro attività in connessione con la realizzazione dell'Anno europeo. La Commissione tiene anche conto del potenziale delle attività transfrontaliere che hanno luogo a livello regionale e locale ai fini del conseguimento degli obiettivi fissati. Ci si adopera affinché tutte le attività dell'Anno europeo rivolte al grande pubblico siano facilmente accessibili a tutti, incluse le persone con disabilità.
 
Coordinamento con gli Stati membri
Ogni Stato membro nomina un coordinatore nazionale incaricato di organizzare la partecipazione del paese all'Anno europeo e informa la Commissione di tale nomina. I coordinatori nazionali provvedono ad un corretto coordinamento delle attività nazionali dell'Anno europeo e possono altresì promuovere ed agevolare attività locali e regionali in tale contesto. I coordinatori nazionali promuovono inoltre la partecipazione di tutte le parti interessate, inclusa la società civile, nelle attività dell'Anno europeo.
 
Sostegno finanziario e non finanziario
Le attività, a livello dell'Unione possono dare luogo a un appalto pubblico o alla concessione di sovvenzioni finanziate dal bilancio generale dell'Unione. Se del caso, l'Anno europeo può essere sostenuto da programmi e politiche in altri settori, che contribuiscano altresì alla promozione dell'invecchiamento attivo, quali l'occupazione, gli affari sociali e le pari opportunità, l'istruzione e la cultura, la sanità, la ricerca, la società dell'informazione, la politica regionale e la politica dei trasporti, in applicazione delle norme vigenti e nell'ambito delle possibilità esistenti per la fissazione di priorità.
Un sostegno non finanziario può essere concesso dall'Unione alle attività intraprese da organizzazioni pubbliche e private. La dotazione finanziaria per l'attuazione della Decisione a livello dell'Unione, in particolare rispetto alle attività è pari a 5.000.000 EUR.
Questa iniziativa oltre a rappresentare un’occasione di riflessione su come oggi gli europei vivono e restano in salute più a lungo, rappresenta sicuramente una opportunità per la generazione del “baby boom” di continuare ad essere protagonisti di sé stessi restando occupati e, condividendo la loro esperienza lavorativa, continuare a svolgere un ruolo attivo nella società per vivere nel modo più sano e gratificante possibile.
È anche una opportunità per il mondo politico e comunque per i cosiddetti “decisori” per impostare appunto decisioni concrete al fine di mantenere la solidarietà tra le generazioni in una società che registra un rapido aumento del numero delle persone anziane e nel contempo una forte riduzione di quelle giovanili.
La sfida per i responsabili politici e tutte le parti interessate è rappresentata dalla possibilità di produrre iniziative di sistema per garantire piena autonomia alle persone che invecchiano, intervenendo in maniera innovativa in settori dai quali tradizionalmente è esclusa la popolazione anziana: il mondo del lavoro, l’istruzione, il volontariato, gli alloggi, i servizi informativi o i trasporti, e rivisitando naturalmente quelli già appannaggio della popolazione che invecchia
Per l’Italia, il coordinamento nazionale è svolto dal Dipartimento per le Politiche della Famiglia che assicura un raccordo tra le amministrazioni interessate e tutti gli altri attori coinvolti per la programmazione delle attività nazionali. Allo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica e promuovere i temi principali che riguardano l'Anno Europeo, il Dipartimento intende sviluppare una campagna integrata di comunicazione di cui il sito web www.invecchiamentoattivo.politichefamiglia.it è il primo strumento informativo.

Documenti ufficiali:

 
Primo evento utile:
 
Esperienze e contributi:
  • Una proposta di Manifesto, presentato il 6 novembre, per un’Unione Europea “Age friendly” entro il 2020 da parte della coalizione delle organizzazioni europee  per l’anno europeo 2012 
Aree tematiche: Anziani