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Superticket: ma la Sardegna va davvero in Ferrari?
  23/08/2011
 

Hanno destato stupore le affermazioni dell'Assessore alla Sanità della Regione Veneto, rilasciate a seguito dell'ipotesi avanzata dall'esecutivo regionale sardo di ridurre il superticket di 10 euro imposto dalla manovra di stabilità di luglio, al pagamento di una quota simbolica di un solo euro.
L'Assessore Coletto, da sempre fermamente contrario al ticket e promotore di un ricorso inoltrato al TAR e alla Corte Costituzionale per la sua abolizione, ha censurato le intenzioni espresse dal governatore della Regione Sardegna, giudicandole come un palese tentativo di disimpegno dagli obblighi previsti dalla manovra nazionale. "La Sardegna ha già avuto uno ‘sconto' del 29,99%, rispetto a quanto le sarebbe spettato, mentre il Veneto ha avuto un ricarico di 33 milioni 175 mila 420 euro, pari al 49,08%. Non si fa così - dichiara Coletto - se uno vuol andare in giro in Ferrari faccia pure, ma non pensi che a pagargli il pieno siano gli altri!".
L'Assessore del Veneto muove dalla seguente osservazione: nel ripartire tra le diverse regioni gli importi derivati dall'applicazione della misura dei nuovi ticket (381,5 milioni di euro da luglio a dicembre 2011 e 834 milioni a decorrere dal 2012), un recente decreto interministeriale ha attribuito alla Regione Sardegna un importo (16 milioni di euro/anno) stimato su una quota percentuale (1,92%) che pesa in misura minore rispetto alla quota (2,75%) di accesso della regione al riparto delle risorse del SSN per l'anno 2011; utilizzando quest'ultimo criterio, infatti, il contributo della Sardegna al gettito complessivo della misura sarebbe stato pari a quasi 23 milioni di euro. La differenza è per la Sardegna del -30%, al contrario per il Veneto è del +49%.
L'errore di fondo sta nel fatto che le due quote di ripartizione traggono origine da differenti logiche e metodi di calcolo. Come è noto, il riparto delle risorse alle regioni per il finanziamento dei rispettivi SSR si basa prevalentemente sulla popolazione residente, ponderata per età in misura pari a circa il 35% del totale delle risorse; la ripartizione tra le regioni dei rispettivi contributi agli effetti complessivi della manovra sui ticket, invece, è calcolata dai ministeri tenendo conto del rapporto del numero di prescrizioni nei non esenti rispetto alla popolazione residente (vedi tabella). Questo rapporto è oltre il doppio nel Veneto se confrontato con la Sardegna. In una regione a fortissima prevalenza di cittadini esenti dal ticket, come la Sardegna, il gettito presunto dall'applicazione del ticket di 10 euro (applicato ai soli non esenti) è indubbiamente inferiore, in proporzione alla popolazione complessiva.
Fatte queste premesse, che impatto può avere l'introduzione di un ticket di un euro se, come sembra di capire, limitato ai soli cittadini non esenti?

Rapporto ricette prescritte ai NON ESENTI nella popolazione
Dati forniti dal sistema tessera sanitaria - Anno 2010
  Numero ricette (a) Popolazione residente (b) Rapporto (a/b)
Sardegna 1.207.324 1.672.404 0,72
Veneto 7.574.731 4.912.438 1,54
Italia 61.604.677 60.340.328 1,02

È chiaro che, sulla base dei numeri sopra riportati, il pagamento aggiuntivo di un euro/ricetta produrrebbe un gettito di circa 1,2 milioni di euro/anno, ben al di sotto dei 16 milioni di euro/anno, richiesti dalla manovra nazionale alla Sardegna. È necessario pensare ad altre misure che siano in grado di produrre effetti equivalenti sotto il profilo del mantenimento dell'equilibrio economico-finanziario e del controllo dell'appropriatezza, così come previsto dalla Legge Finanziaria del 2007.
Bisogna, però, tenere conto che già dal 2007, la Sardegna ha introdotto e mai abolito (nonostante specifici finanziamenti nazionali disposti in sede di riparto per evitare il ricorso ai ticket da parte delle regioni) un incremento del limite massimo dei ticket (46,15 euro) più elevato di 10 euro rispetto al limite di 36,15 euro fissato a livello nazionale e rispettato dalla massima parte delle Regioni (compreso il Veneto); sempre dal 2007 in Sardegna si paga il ticket di 15 e 25 euro rispettivamente per i codici bianchi e verdi dei Pronto Soccorso. Queste misure furono allora introdotte per impedire gli effetti distorsivi sul comportamento degli assistiti derivati dall'applicazione del ticket di 10 euro a ricetta richiesto dalla Finanziaria 2007 che, inevitabilmente, avrebbe orientato la scelta degli utenti verso l'acquisto a tariffa piena di un gran numero di prestazioni, limitando di fatto la copertura assistenziale assicurata dalla sanità pubblica. In Sardegna, a differenza che nel Veneto, la quota di compartecipazione alla spesa coincide, per singola prestazione, all'importo della tariffa rimborsata dal SSR alla struttura pubblica o privata per la stessa prestazione. Quindi, per i cittadini che necessitano di prestazioni che complessivamente non raggiungono il limite massimo del ticket, paradossalmente è più conveniente rivolgersi alle strutture private fuori convenzione dove si paga la sola tariffa per prestazione senza la quota fissa di 10 euro per ricetta.
È difficile pensare che i sardi possano permettersi una Ferrari; per restare nella metafora evocata dall'assessore veneto, è certo che già dal 2007 pagano il pieno, senza aspettare che siano altri a farlo. Ciò nonostante la strada da percorrere è ancora lunga e nell'ultimo periodo si è perso tanto tempo in proclami, mentre il disavanzo regionale cresceva. Soprattutto a seguito dell'uscita della Regione dal FSN e della totale copertura dei costi della sanità con la fiscalità dei cittadini, si devono pretendere percorsi sanitari più appropriati, regole chiare e trasparenti, misure di riqualificazione della spesa meno inique e più efficaci.