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Salute e Sanità in Sardegna nel Rapporto Osservasalute
di Luigi Minerba 20/06/2011
 

Il "Rapporto Osservasalute 2010" pubblicato dall'Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane che ha sede presso l'Università Cattolica di Roma, contiene un'approfondita analisi dello stato di salute e dei bisogni della popolazione e della qualità dell'assistenza sanitaria erogata dai sistemi sanitari nelle regioni italiane, frutto del lavoro di numerosi esperti di sanità pubblica che operano presso università ed istituzioni pubbliche. Analizzando gli indicatori elaborati e proposti comparativamente rispetto ai dati medi nazionali, si rilevano alcuni tratti distintivi della realtà sarda sotto il profilo demografico-epidemiologico (nel presente articolo vengono riportati alcuni indici riferiti alla dimensione demografica ed epidemiologica privilegiando prevalentemente quelli basati su statistiche correnti) rispetto allo "stato" del sistema sanitario e della sua qualità.
Sul piano demografico si osserva una crescita della popolazione inferiore alla media nazionale con un saldo medio annuo nel biennio 2008-2009 pari a 2 persone per 1.000 residenti per anno (nel 2010 la crescita registra una lieve variazione positiva rispetto al 2009. È interessante osservare come la crescita abbia velocità diverse nelle otto province: valori negativi nelle province di Nuoro (-2,5), Oristano (-1,7), Ogliastra (-1,5), Medio Campidano (-2,8), Carbonia-Iglesias (-1,8); valori positivi nelle province di Sassari (1,7), Olbia-Tempio (11,1), Cagliari (3,2) - Fonte ISTAT), contro una media nazionale di 6 (con un saldo naturale pari a -0,8 per 1.000 ed un saldo migratorio pari a 2,8 per 1.000); un tasso di fecondità totale pari a 1,11 figli per donna nel 2008 (nel 2010 tale valore è pari a 1,13 contro 1,40 nazionale - Fonte ISTAT) (valore più basso in Italia che registra un valore pari a 1,42-1,08 per le donne italiane e 2,14 figli per le straniere), con un'età media al parto pari a 32,2 anni (età media nazionale 31,1 anni). Nel 2008 il 10% dei cittadini ha un'età compresa tra 65 e 74 anni a fronte di una media nazionale del 10,3%, mentre le persone con 75 anni e oltre sono l'8,7% della popolazione regionale, contro il 9,8% medio italiano (nel 2010 la percentuale di persone con più di 65 anni è pari al 19,1% e nel 2011 è stimata una proporzione pari al 19,5% - Fonte ISTAT). Tra questi la percentuale di persone con oltre 65 anni che vive sola rappresenta il 14,8% degli uomini di quella fascia d'età (valore medio italiano 14,5%), il 38% delle donne (valore medio italiano 37,5%), per un totale pari al 28% delle persone in questa fascia d'età contro una media nazionale di 27,8%.
La mortalità per tutte le cause oltre il primo anno di vita è pari a 88,7 per 10 mila abitanti tra i maschi (biennio 2006-2007), contro una media nazionale di 89,8, mentre è pari a 51,1 per 10 mila tra le donne (contro una media nazionale di 54,5). Le Sardegna è una delle regioni le cui province registrano una bassa mortalità tra le donne.

Relativamente alla mortalità per alcune cause (biennio 2006-2007) in Sardegna si è rilevato un tasso di mortalità per malattie del sistema circolatorio tra gli uomini pari a 29,1 per 10 mila (valore tra i più bassi in Italia dove si registra nello stesso periodo un valore medio di 31,3 per 10 mila) e una mortalità per tumori di 31 per 10 mila (valore medio nazionale di 31,1). Tra le donne la mortalità per malattie del sistema circolatorio è pari a 18,7 per 10 mila (valore tra i più bassi in Italia dove si registra un valore medio di 21,5 per 10 mila) e la mortalità per tumori di 15,2 per 10 mila (valore medio nazionale di 16,6). I tassi standardizzati di mortalità (x 10 mila abitanti residenti) per alcune grandi cause di morte, calcolati nel biennio 2006-2007, non sono uniformi tra le otto province regionali. Relativamente alla mortalità per malattie del sistema circolatorio tra i maschi si rileva un valore di 33,4 nella provincia di Sassari, di 32,7 in quella di Olbia-Tempio, di 31,2 in quella di Nuoro; sempre tra i maschi relativamente alla mortalità per tumori, valori superiori al dato medio nazionale si rilevano nella provincia di Sassari (32,8), di Cagliari (33,1), di Nuoro (33,5), di Carbonia-Iglesias (33,3). Tra le donne non si rilevano valori superiori al dato medio nazionale.

Un problema rilevante di sanità pubblica è rappresentato dal fenomeno dell'incidentalità stradale. I dati riportati nel Rapporto riferiti al 2007, mostrano un tasso standardizzato di mortalità (x 10 mila) per accidenti stradali per la Sardegna tra i più alti rilevati in Italia (1,04 vs 0,91) soprattutto tra gli uomini. Pur presentando un tasso di incidentalità stradale non elevato in rapporto al dato medio nazionale, si registra un indice di gravità (calcolato come rapporto percentuale tra morti per incidenti stradali/morti + feriti) tendenzialmente superiore al dato medio nazionale.

Sul versante della salute materno-infantile si rileva come nel 2008 nella regione il 26,56% dei parti sono avvenuti in punti nascita con un volume di attività inferiore a 500 casi annui (contro una media nazionale del 9,11%); il 24,92% dei parti è avvenuto in punti nascita con un volume di attività compreso tra 500 e 799 casi annui (13,97% il valore medio nazionale) e il 7,21% dei parti è avvenuto in punti nascita con un volume di attività compreso tra 800 e 999 casi annui (valore medio nazionale 10,21%). Infine, il 41,32% dei parti è avvenuto in punti nascita con un volume di attività superiore a 1.000 (66,71% il valore medio nazionale).

Un aspetto che offre spunti di riflessione circa le possibilità economiche delle famiglie per sostenere spese per prestazioni sanitarie, riguarda la salute della bocca: in Sardegna la quota di persone di 16 anni ed oltre che, pur avendone bisogno, non ha potuto far ricorso ad un odontoiatra, è pari all'11,5% a fronte di una media nazionale del 9,7%.

Sistema sanitario regionale
Passando all'analisi sulla "stato" del sistema sanitario regionale emerge tra le performance economico-finanziarie che nel 2007 in Sardegna il rapporto spesa/PIL è pari all'8,12%, contro un valore medio italiano di 6,59% (e secondo una proiezione del CeRM, giugno 2010, il rapporto spesa/PIL crescerà portandosi a valori superiori al 10% nei prossimi cinque anni).
La spesa sanitaria pro capite in Sardegna registrata nel 2009 è pari a 1.797 euro, a fronte di una spesa media nazionale di 1.816 euro. La Sardegna è la regione che dedica la quota maggiore di risorse al livello di assistenza sanitaria collettiva in ambiente di vita e di lavoro (5,9%) che comprende tutte le attività di prevenzione rivolte alle collettività ed ai singoli.

Sul fronte dell'assetto istituzionale-organizzativo nel 2007 il tasso di personale medico e odontoiatrico del servizio sanitario nazionale è pari a 2,26 unità per 1.000 abitanti contro un valore medio nazionale di 1,8 per 1.000. Questo indicatore è importante in quanto rappresenta uno dei pilastri della programmazione sanitaria incidendo in maniera diretta sull'offerta sanitaria. Sempre nello stesso periodo il personale infermieristico del SSN è pari a 4,83 per 1.000 abitanti, contro un valore medio nazionale di 4,45.

Per quanto riguarda il consumo territoriale di farmaci a carico del SSN espresso in termini di "DDD/1.000 abitanti die" (numero medio di dosi di farmaco consumate giornalmente ogni 1.000 abitanti), nel 2009 si registrava in Sardegna un consumo di 974 DDD/1.000 abitanti die, a fronte di un valore medio nazionale di 926, con una spesa pro capite per consumo a carico del SSN di 228,6 euro nel 2009 contro una media nazionale di 215,3 euro. Il numero di ricette pro capite è pari a 10,4, contro una media nazionale di 9,4.

Assistenza territoriale
L'assistenza territoriale comprende una serie di servizi rivolti alla comunità che si svolgono in un contesto extra-ospedaliero. In essa si delineano le caratteristiche dell'assistenza primaria. Un sistema di assistenza primaria centrato sull'assistito necessita la chiara definizione di macro-target:

  1. persona sana o apparentemente sana: prevede interventi di prevenzione eziologico-ambientale;
  2. paziente non classificato: al primo contatto con il servizio sanitario nazionale, in regime di elezione o urgenza per situazioni "non complesse" dal punto di vista specialistico e tecnologico;
  3. paziente cronico: seguito utilizzando un insieme di principi e metodologie integrate, basato sulle evidenze, tipo Chronic Care Model;
  4. paziente non autosufficiente e/o fragile.

Pertanto, i core indicator rappresentati all'interno del capitolo specifico del Rapporto focalizzano l'attenzione su alcuni dei suddetti target. In particolare, per quanto riguarda il paziente non autosufficiente e/o fragile, viene presentato il dato sull'assistenza Assistenza Domiciliare Integrata (ADI).
In Sardegna il numero di pazienti trattati in ADI è pari a 507 per 100.000 abitanti nel 2008 contro un valore medio nazionale pari a 834. È da segnalare il notevole incremento registrato dal 2004 che riportava un valore di 166 (dato medio nazionale 645). Il 74,6% è rivolto a pazienti anziani (con un tasso pari a 20,6 per 1.000 anziani con pù di 65 anni residenti), il 17,6% è rivolto a pazienti terminali (nello stesso periodo le rilevazioni nazionali riportavano i seguenti valori medi (80,7% rivolto a pazienti anziani con un tasso pari a 33,6 per 1.000 anziani con più di 65 anni, il 9,5% è rivolto a pazienti terminali).

Assistenza ospedaliera
In Sardegna nel 2008 si è registrato un tasso standardizzato di dimissioni ospedaliere totale (in regime ordinario e in day hospital) di 189,3 per 1.000 rispetto ad un valore medio nazionale pari a 187,3 per 1.000. Più in dettaglio il tasso standardizzato di dimissioni ospedaliere in regime ordinario ha registrato un valore pari a 135,1 per 1.000 (valore medio italiano 129,1 per 1.000), mentre il tasso standardizzato di dimissioni ospedaliere in regime di day hospital è pari a 54,3 per 1.000 (media nazionale 58,2 per 1.000). Nel 2009 sono stati registrati i seguenti valori: tasso standardizzato di dimissioni ospedaliere in regime ordinario 122,83 (media nazionale 120,02); tasso standardizzato di dimissioni ospedaliere in regime di day hospital 50,69 (media nazionale 51,77) (Fonte Ministero della Salute, Rapporto SDO 2009).

È da segnalare la consistente diminuzione del ricorso al ricovero ospedaliero registrato a partire dal 2005 (226 per 1.000).
Sempre nel 2008 la degenza media standardizzata per case mix è pari a 7,2 giorni (media nazionale 6,8) mentre la degenza media preoperatoria standardizzata è pari a 2,25 giorni, contro una media nazionale di 1,97.
È da rilevare il dato riguardante il tasso standardizzato di dimissioni ospedaliere (per 1.000) per i DRG medici a rischio di inappropriatezza notevolmente ridotto dal 2006 ma ancora superiore al dato medio nazionale nel 2008 (21,3 vs 19,1) e la percentuale di dimissioni con DRG medici da reparti chirurgici pari al 42,7% contro il 35,7% del valore medio nazionale.

Conclusione
Sulla base dei dati presentati nel Rapporto la Regione Sardegna, che mostra segni inequivocabili di un rapido invecchiamento con le conseguenze epidemiologiche che tale mutamento demografico comporta, necessita di una revisione della rete ospedaliera esistente ponendo, quale obiettivo prioritario, un riequilibrio tra i livelli di assistenza sanitaria. A tal fine è auspicata una riallocazione delle risorse e, quindi, dell'offerta assistenziale secondo linee che tendono a promuovere la prevenzione e a potenziare le forme di assistenza alternative al tradizionale ricovero ospedaliero, in particolare l'assistenza territoriale e distrettuale, una programmazione sanitaria volta all'abbattimento dei tempi di attesa e l'adozione di sistemi di valutazione circa l'appropriatezza della modalità di erogazione delle prestazioni sanitarie (su questo punto si segnala il "Piano per la riorganizzazione dell'assistenza sanitaria per le regioni in piano di rientro secondo tre direttrici: la rete dell'emergenza-urgenza, la rete ospedaliera e la rete territoriale" proposto dall'Agenas per la Regione Sardegna - Monitor n. 27 anno 2011).