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Nel 2008 è cresciuta la spesa sociale dei comuni sardi
  3/05/2011
 

Nei giorni scorsi l'ISTAT ha pubblicato i risultati dell'indagine annuale su Gli interventi e i servizi sociali dei comuni singoli e associati.
Nel 2008 i comuni italiani, in forma singola o associata, hanno destinato agli interventi e ai servizi sociali 6 miliardi e 662 milioni di euro, un valore pari allo 0,42% del PIL nazionale.
Rispetto all'anno precedente la spesa sociale gestita a livello locale è aumentata del 4,1%, in linea con la dinamica di leggera crescita osservata dal 2003.
Persistono sensibili differenze territoriali nelle risorse impiegate dai comuni in rapporto alla popolazione residente: la spesa per abitante varia da un minimo di 30 euro in Calabria a un massimo di 280 euro nella provincia autonoma di Trento.
La Sardegna ha una spesa media per abitante tra le più alte, pari a 168 euro per abitante contro una media nazionale di 111 euro. Spende quasi il doppio della media delle regioni italiane per programmi di cura a favore delle persone con disabilità. Ugualmente, per la povertà, la spesa della Sardegna è doppia rispetto alla media delle regioni italiane, ma è bene precisare che le regioni destinano mediamente a questa area dì intervento risorse molto scarse. Destina, invece, al sostegno della famiglia e dei minori 109 euro pro capite contro una media nazionale di 115 euro.
A livello nazionale la spesa sociale del 2008 è stata gestita per il 24,7% da enti associativi (consorzi, unione dei comuni, ambiti sociali, aziende sanitarie locali per delega da parte dei comuni…).
In Sardegna la situazione è molto differente: solo il 4,5% della spesa per interventi sociali è gestita in forma associata. Il restante 95,5% è gestita dai comuni singoli, peggio di noi fanno solo la Sicilia e la Calabria con, rispettivamente, il 99,9% e il 97,1% delle risorse gestite dai comuni singoli e contro una media nazionale del 75,3%.