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La Sardegna ha la spesa farmaceutica più alta.
I dati del Rapporto OsMed 2010
  23/02/2011
 

La prima settimana di febbraio è stato pubblicato dall'AIFA il Rapporto sul consumo dei farmaci in Italia nei primi nove mesi del 2010 elaborato dall'Osservatorio Nazionale sull'Impiego dei Medicinali (OsMed).
L'OsMed assicura il monitoraggio della spesa farmaceutica convenzionata a livello nazionale e regionale tramite l'elaborazione di oltre 500 milioni di ricette prescritte dai medici di medicina generale e inviate da circa 18.500 farmacie del territorio.
I dati relativi alla spesa per la distribuzione diretta derivano dal flusso informativo istituito ai sensi del DM 31 luglio 2007, per i farmaci classificati in fascia A, inclusa la distribuzione per conto e la distribuzione in dimissione ospedaliera. L'osservatorio fornisce le informazioni necessarie per la determinazione dello sfondamento del tetto di spesa programmato e per l'adozione delle misure di ripiano.
La spesa farmaceutica territoriale (convenzionata + distribuzione diretta + ticket) si è attestata a livello nazionale, nei primi nove mesi del 2010, a 11.615 milioni di euro, con un sostanziale rispetto del tetto definito a livello nazionale nel 13,3% del FSN (scostamento assoluto pari a -42 milioni).
La spesa farmaceutica ospedaliera mostra, a livello nazionale, uno scostamento in crescita rispetto al tetto del 2,4% del FSN, pari in valore assoluto a 1637 milioni di euro e ad una incidenza sul FSN del 4,3%.
La Sardegna è la regione con i valori più elevati di scostamento rispetto al tetto programmato: il 21,6% di incidenza complessiva sul FSR (spesa farmaceutica territoriale e ospedaliera), rispetto al parametro di 15,7%, con uno scostamento in termini assoluti di quasi 140 milioni di euro.
Tali valori sono composti rispettivamente:
- 15% di incidenza sul FSR per la spesa farmaceutica territoriale, a fronte del tetto di 13,3%, con uno scostamento in termini assoluti pari a 40,3 milioni di euro;
- 6,6% di incidenza sul FSR per la spesa farmaceutica ospedaliera, a fronte del tetto di 2,4%, con uno scostamento in termini assoluti pari a 99,2 milioni di euro.