Share |
 
 
Una ricerca sull’umanizzazione del Sistema Sanitario Nazionale
  4/04/2013
 

 

Il numero 32 di Monitor, Trimestrale dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (AGENAS), è dedicato all’umanizzazione del Servizio Sanitario Nazionale. Vi vengono riportati e commentati i risultati di una ricerca realizzata dalla stessa AGENAS e dall’Agenzia di Valutazione Civica di Cittadinanzattiva dedicata alla sperimentazione e trasferimento di modelli di empowerment organizzativo per la valutazione e il miglioramento della qualità dei servizi sanitari.
La ricerca, condotta nel 2012, ha coinvolto 54 strutture ospedaliere in 16 diverse Regioni italiane. Gli aspetti dell’umanizzazione presi in esame sono stati: l’accessibilità fisica, la vivibilità e il comfort dei luoghi di cura; la cura della relazione con il paziente e con il cittadino; l’accesso alle informazioni, la semplificazione e trasparenza; i processi assistenziali e organizzativi orientati al rispetto e alla specificità della persona.
Per quanto riguarda la metodologia seguita nella ricerca, è stata elaborata una checklist formata da 140 indicatori, condivisi dal gruppo di volontari, composto da cittadini e operatori delle strutture, che ha partecipato alla rilevazione. In base ai dati rilevati, il punteggio ottenuto dalle 54 strutture coinvolte nell’indagine risulta, in una scala da 1 a 10, buono per l’accessibilità fisica, la vivibilità e il comfort dei luoghi di cura (7.12), per la semplificazione delle modalità di accesso alle prestazioni (8.86), per l’orientamento e segnaletica dei percorsi (8.26). Risulta invece scarso per la semplificazione delle modalità di prenotazione (5.21), per la formazione del personale di contatto (6.00), per il rispetto delle specificità linguistiche (4.62) e di culto (6.12). Si è osservata, inoltre, una notevole disomogeneità tra le diverse strutture, con realtà che registrano votazioni che arrivano a 9.3, a fronte di altre che si fermano a 2.9.
Nell’editoriale che apre il numero della rivista, Giovanni Bissoni, presidente dell’AGENAS, sottolinea che nonostante il Servizio Sanitario Nazionale italiano “rimanga ai primi posti nelle classifiche stilate dall’OMS per quanto attiene a considerazioni di carattere generale (universalità, accesso ai servizi, ecc.), lo stesso si attesta diversamente tra i paesi OCSE, se si valuta la qualità dei servizi erogati”. Rimarca, inoltre, la doppia velocità dei servizi sanitari, laddove una parte del Paese usufruisce di interventi di qualità a costi contenuti, mentre un’altra parte spende di più per servizi peggiori. Osserva, infine, l’importanza della “partecipazione organizzativa” dei cittadini, in quanto destinatari degli interventi, alle scelte di politica sanitaria. Per questo è necessario attivare processi di empowerment  che supportino la “spinta al cambiamento”, tanto più importante ora, quando “ogni innovazione mancata, nella grave situazione economica attuale, rappresenta un passo verso la privatizzazione del sistema, un passaggio che, proprio in nome del rispetto dell’uguaglianza e della dignità del cittadino, non possiamo permetterci”.

 

Aree tematiche: Qualità delle cure