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Costi standard: le novità del testo emendato con Intesa Stato-Regioni
  17/01/2011
 

Il 16 dicembre scorso è stata siglata, in sede di Conferenza unificata tra lo Stato e le Regioni, l’Intesa sullo schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di autonomia di entrata delle regioni a statuto ordinario e delle province, nonché di determinazione dei costi e dei fabbisogni standard nel settore sanitario. L’Intesa è l’esito di due mesi di riunioni a livello tecnico ed è stata conseguita anche alla luce degli impegni assunti a seguito dell’accordo politico raggiunto tra le Regioni e il Governo.
Le principali novità introdotte sul tema dei costi standard nel settore sanitario riguardano:

- l’accoglimento della richiesta delle Regioni a statuto speciale e delle Province Autonome di limitare l’ambito di applicazione della norma alle sole regioni a statuto ordinario. La Sicilia, la Sardegna, la Valle d’Aosta, il Friuli Venezia Giulia e le province di Trento e Bolzano non sono tenute ad applicare il meccanismo del benchmark per la definizione dei propri fabbisogni sanitari regionali. È mantenuto per queste regioni l’obbligo, ai sensi dell’art. 27 della legge n. 42/2009 e nel rispetto dei rispettivi Statuti, di concorrere al conseguimento degli obiettivi di perequazione e di solidarietà, nonché al patto di stabilità interno e all’assolvimento degli obblighi posti dall’ordinamento comunitario. Queste Regioni sono, inoltre, tenute a garantire la comunicazione degli elementi informativi e dei dati necessari all’attuazione delle norme contenute nel decreto sui costi standard;

- nell’individuare le tre regioni benchmark si dovrà tenere conto dell’esigenza di garantire una rappresentatività in termini di appartenenza geografica al nord, al centro e al sud, con almeno una Regione di piccola dimensione;

- nel definire il valore del costo standard sulla base della media pro capite pesata del costo registrato dalle regioni benchmark, non si potrà più tenere conto di ulteriori indicatori relativi a particolari situazioni territoriali (per esempio aggiustamenti per indici di deprivazione);

- è consentito che eventuali risparmi nella gestione del servizio sanitario nazionale effettuati dalle Regioni rimangano nella disponibilità delle regioni stesse;

- a decorrere dal 2013, anno di avvio della determinazione dei costi standard, il fabbisogno sanitario nazionale standard è determinato non solo in coerenza con il quadro macroeconomico complessivo e nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica, ma anche coerentemente con il fabbisogno derivante dalla definizione dei LEA erogati in condizioni di efficienza ed appropriatezza, tramite specifica Intesa raggiunta in sede di Conferenza Stato-Regioni.