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Il patto per le persone non autosufficienti
  19/07/2012
 
Il network per la non autosufficienza propone al Governo Monti il Patto per le persone non autosufficienti.  Il Patto, fra lo Stato, le Regioni e i Comuni, dovrebbe dare avvio alla riforma nazionale dell’assistenza ai non autosufficienti.
Le azioni previste dal Patto, da realizzare in cinque anni, sono:
  1. lo sviluppo di servizi di qualità, domiciliari e territoriali, affiancati da azioni di orientamento e supporto e commisurati alla gravità delle singole situazioni e alla eterogeneità geografica del territorio (equità). La tappa di arrivo del processo di qualificazione dovrebbe essere costituita dalla individuazione di standard adeguati per i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) per la non autosufficienza in ambito domiciliare, residenziale e in centri diurni;
  2. l’istituzione del “Fondo per il futuro della non autosufficienza”, pari a 400 milioni, al quale viene assegnato un ruolo propulsivo per la graduale attivazione dei LEA dei servizi per la non autosufficienza. Il fondo dovrebbe integrare le risorse destinate allo scopo dalle Regioni e dai Comuni;
  3. la riforma dell’indennità di accompagnamento, secondo il modello europeo. L’accesso all’indennità continuerebbe ad essere basato sulla presenza del bisogno di assistenza. L’importo sarebbe invece commisurato all’entità del bisogno assistenziale e a quello economico. Agli utenti dell’indennità dovrebbe essere assicurata, inoltre, l’assistenza in termini di orientamento e counseling. La nuova indennità dovrebbe prevedere, infine, un incentivo economico per la regolarizzazione delle badanti e la loro qualificazione;
  4. la revisione dell’ISEE, peraltro attualmente in corso, in modo da rendere più equo l’accesso ai servizi per la non autosufficienza.