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Presentata la Relazione al Parlamento sulle tossicodipendenze 2011
  20/07/2011
 

Il 26 giugno è stata presentata la Relazione al Parlamento sull'uso di sostanze stupefacenti e sullo stato delle tossicodipendenze in Italia. La relazione, redatta annualmente dal ministero competente, è prevista dall'art. 131 del testo unico sugli stupefacenti (DPR 309/90 e successive integrazioni e modifiche).

I dati contenuti nella relazione, raccolti da più fonti di informazione, sono indicativi, anche per il periodo 2010/2011, della riduzione del consumo di stupefacenti già riportata nella relazione del 2010 per il periodo di riferimento 2009. La popolazione dei consumatori stimata si è infatti ridotta dai 3.934.450 del 2008 ai 2.924.500 del 2010.

Considerando la popolazione generale (un campione di 12.323 soggetti di età compresa tra 15-64 anni), le percentuali di coloro che hanno dichiarato di aver usato stupefacenti almeno una volta negli ultimi 12 mesi sono risultate rispettivamente di 0,25% per l'eroina (0,39% nel 2008), 0,9% per la cocaina (2,1% nel 2008), 5,2% per la cannabis (14,3% nel 2008), 0,22% per gli stimolanti - amfetamine - ecstasy (0,74% nel 2008), 0,22% per gli allucinogeni (0,65% nel 2008).

Inoltre, un'indagine condotta nel 2011 su un campione di 32.389 giovani di età compresa tra 15-19 anni, ha fatto registrare un calo generalizzato dei consumi, seppur di misura inferiore rispetto a quello rilevato nel 2010. Le percentuali degli assuntori, in ordine all'uso dichiarato negli ultimi 12 mesi,sono state: eroina 0,6% (0,8% nel 2010), cocaina 2,1% (2,9% nel 2010), cannabis 18,2% (18,5% nel 2010); stimolanti - amfetamine - ecstasy 1,3% (1,7% nel 2010), allucinogeni 2,3% (2,7% nel 2010).

Ai risultati sul consumo di stupefacenti nella popolazione generale e in quella degli adolescenti, per la quale si riporta anche una riduzione del consumo di alcolici, si associano quelli relativi ad altri indicatori di salute, quali la riduzione della mortalità droga-correlata, la riduzione della diffusione di infezioni da HIV e delle epatiti, la riduzione dei morti e feriti in incidenti stradali alcol- e droga-correlati e la riduzione dei ricoveri ospedalieri. D'altra parte, i dati di attività dei SerT evidenziano l'aumento degli utenti in trattamento, mentre i dati provenienti dal circuito giudiziario/penitenziario depongono per la diminuzione del numero dei detenuti per violazione della legislazione sugli stupefacenti e, contestualmente, per l'aumento dei tossicodipendenti usciti dal carcere in applicazione delle misure alternative.

Sulla base dello scenario offerto dalla relazione, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al contrasto delle tossicodipendenze, Onorevole Carlo Giovanardi, riconferma la validità delle azioni di prevenzione (di informazione, di deterrenza, di controllo) attivate e più in generale delle politiche antidroga adottate. Compiacimento per il trend in diminuzione e apprezzamento per l'azione del Sottosegretario è stata espressa da diverse associazioni di settore e soggetti interessati.

Per converso, altre voci del mondo associazionistico e della politica si sono espresse criticamente sull'attendibilità dei dati e sull'enfasi posta dal Sottosegretario. Si è sottolineato in particolare quanto il cambiamento descritto dalla relazione non sia apprezzabile da chi si occupa direttamente sul campo del problema. Si è osservato anche come i risultati della relazione siano in contrasto con le tendenze mostrate da altri organismi indipendenti (ONU, Osservatorio di Lisbona). Si è osservato infine come la relazione al parlamento non possa risolversi con una presentazione alla stampa, ma debba prevedere un contradditorio di merito nel contesto al quale dovrebbe naturalmente essere indirizzata: il parlamento.

Al netto delle osservazioni favorevoli o critiche sollevate, le questioni dell'indipendenza delle fonti di rilevazione e della qualità metodologica adottata per la rilevazione e per l'elaborazione dei dati e la produzione dei report meritano una riflessione. Soprattutto in ambiti gravati da forti polarizzazioni politiche e ideologiche, la dimostrata terzietà dei soggetti che conducono le indagini ed elaborano le informazioni costituisce un prerequisito di garanzia a tutela dell'oggettività dei dati prodotti. Inoltre, se è vero che non esistono ricerche perfette, la tempestiva disponibilità delle indicazioni metodologiche seguite consente di entrare nel merito dell'attendibilità dell'indagine, di apprezzarne i limiti e pesarne la validità.