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Approvato il Piano Nazionale Antidroga 2010-2013
  5/11/2010
 

Il 29 ottobre il Consiglio dei Ministri ha approvato il Piano Nazionale Antidroga. Il documento, curato dal Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio, è stato elaborato con la partecipazione di rappresentanti delle amministrazioni centrali dello stato, delle regioni, di associazioni di settore (Sintesi del Piano).

Come dichiarato dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al contrasto delle tossicodipendenze, Carlo Giovanardi, nell’individuazione dei principi cardine del documento si è partiti dalla posizione programmatica assunta dal Governo in fase di avvio della legislatura. Tale posizione, può essere riassunta in tre punti fondamentali, ritenuti intangibili e non negoziabili:
  • il tossicodipendente, per quanto cronicizzato, non può essere abbandonato e deve essere sempre considerato recuperabile alla vita;
  • le sostanze stupefacenti sono tutte egualmente dannose;
  • non è lecito drogarsi e non esiste un diritto a consumare droga neppure occasionalmente.
All’interno dell’area di intervento definita da questi assunti, il Piano individua gli interventi e le azioni da attuare nelle cinque aree della prevenzione, cura, riabilitazione e reinserimento, monitoraggio del fenomeno e legislazione, attività di contrasto e giustizia minorile. Per ciascuna area vengono considerati gli ambiti del coordinamento, della cooperazione, dell’informazione, della valutazione, della ricerca, della formazione e della organizzazione.
 
Tra i programmi e le azioni previste, si osserva:
 
prevenzione – si incentivano i sistemi di allerta nazionali per contrastare l’introduzione di nuove droghe sul mercato, la lotta agli smart shop e al traffico di sostanze via internet;
 
monitoraggio e valutazione – si propone il controllo dei metaboliti nelle acque reflue e nell'aria, l’attivazione di un sistema informativo (SIND) che consenta una lettura più tempestiva delle variazione del fenomeno, l’introduzione, come criterio di finanziabilità degli interventi, della presenza di sistemi di valutazione dei risultati e dell'efficacia degli interventi nei servizi e nelle comunità;
 
normativa – si propone la revisione funzionale dell'art. 75 DPR 309/90 e la possibilità di incentivare l'accesso al SerT in alternativa alla sanzione amministrativa, un piano per aumentare l'uscita dal carcere delle persone tossicodipendenti (art. 94) verso le comunità terapeutiche e i trattamenti ambulatoriali condizionati e strettamente monitorati, lo studio di una nuova norma che permetta di evitare l'entrata in carcere mediante l'accettazione di una alternativa terapeutica presso le comunità, l'incentivazione dei controlli stradali anche per l'uso di sostanze stupefacenti e non solo per l'alcol;
 
coordinamento – pur riconoscendo, ai sensi del Titolo V della Costituzione, l’autonomia delle Regioni nella definizione degli interventi relativi a buona parte delle aree di interesse nel campo delle dipendenze il Piano sottolinea la necessità del ritrovamento e mantenimento di una unità di intenti, ritenuta necessaria all’interno di un coordinamento nazionale. Da notare a questo proposito che nell’elenco delle regioni che hanno partecipato operativamente all’analisi preliminare per la stesura del Piano risultano solo sette regioni, oltre alla Provincia Autonoma di Trento;
 
risorse  – si riconosce che le risorse disponibili a livello regionale sono andate riducendosi negli anni e si propone l’individuazione di risorse certe. Si sottolinea, inoltre, come la mancata attivazione dei dipartimenti delle dipendenze presso le ASL abbia indebolito i servizi e le loro risposte alle esigenze dei territori.
 
Il Piano nazionale, che verrà ora inviato alla Conferenza Stato-Regioni, prevede, infine, una sua articolazione territoriale attraverso la realizzazione di Piani regionali; a questo riguardo si ricorda che la Regione Sardegna ha elaborato un organico programma regionale: si veda la DGR n. 12/3 del 2007 “Programma regionale d'interventi nel settore delle dipendenze in attuazione del Piano Regionale dei Servizi Sanitari”.
Rimandiamo ai prossimi numeri della newsletter l’approfondiremo dei principi e delle linee di azione proposte dal Piano.