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Approvato il nuovo Piano nazionale di governo delle liste d'attesa
  5/11/2010
 

Il 28 ottobre scorso la Conferenza Stato-Regioni ha approvato il Piano nazionale di governo delle liste d'attesa (PNGLA) per il triennio 2010-2012, che ora comincia il suo iter parlamentare.
Il Piano individua 58 prestazioni critiche da sottoporre a stretto monitoraggio, di cui 14 visite specialistiche ambulatoriali, 29 esami strumentali specialistici ambulatoriali, 5 prestazioni erogate con ricoveri in day-hospital/day-surgery e 10 in regime di degenza ordinaria.
All'atto della prescrizione delle prestazioni ambulatoriali specialistiche, i medici devono specificare l'indicazione di prima visita e controllo, del quesito diagnostico e delle classi di priorità definite come di seguito:

  • U (Urgente), da eseguire nel più breve tempo possibile e, comunque, entro 72 ore;
  • B (Breve), da eseguire entro 10 giorni;
  • D (Differibile), da eseguire entro 30 giorni per le visite o 60 giorni per gli accertamenti diagnostici;
  • P (Programmata).

Le Regioni devono indicare per ciascuna prestazione i tempi massimi di attesa che dovranno essere garantiti al 90% degli utenti che richiedono la prestazione.
Le Regioni devono, inoltre, definire specifici percorsi diagnostici e terapeutici (PDT) correlati alle patologie oncologiche e cardiovascolari sulla scorta delle linee guida già disponibili in ambito nazionale e internazionale e, altresì, implementare modelli di integrazione territorio-ospedale, affinché siano assicurate le formule organizzative per la presa in carico del paziente che viene avviato ad un PDT. I percorsi devono essere completati, per almeno il 90% dei pazienti, entro specifici tempi massimi d'attesa, non superiori ai 30 giorni per la fase diagnostica e 30 giorni per l'inizio della terapia dal momento dell'indicazione clinica.
Entro 60 giorni dall'adozione del Piano regionale di governo delle liste d'attesa, le aziende sanitarie adottano un programma attuativo aziendale, in coerenza con quanto definito in ambito regionale. Per assicurare il rispetto dei tempi massimi d'attesa, le aziende sanitarie possono utilizzare lo strumento dell'attività libero professionale intramuraria, nell'ambito di un sistema di governo e controllo dell'accesso alle prestazioni che garantisca la trasparenza e la non interferenza tra i due regimi (istituzionale e libero professionale).
I piani regionali saranno finanziati con specifiche risorse vincolate, parte delle quali saranno destinate a rafforzare i CUP già attivati nelle regioni.

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