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Manovra finanziaria 2011: le principali misure per sanità e sociale
  5/10/2010
 

Manovra Finanziaria: le principali misure per sanità e sociale

Il Senato ha approvato il maxiemendamento di modifica del decreto legge 31 maggio 2010 n. 78 recante misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica (Manovra Finanziaria 2011-2012), successivamente convertito nella Legge n. 122 del 30 luglio 2010.
Le principali misure che riguardano la sanità e l’assistenza sociale sono di seguito elencate.
 
1. Tagli alla spesa regionale (art. 14, comma 2). I tagli sui trasferimenti alle regioni ammontano a 4 miliardi nel 2011 e 4,5 nel 2012; la Conferenza Stato-Regioni dovrà decidere criteri e modalità dei tagli secondo principi che tengano conto del rispetto del patto di stabilità interno delle regioni, della minore incidenza percentuale della spesa per il personale rispetto alla spesa corrente complessiva nonché dell'adozione di misure di contenimento della spesa sanitaria e dell'adozione di azioni di contrasto al fenomeno dei falsi invalidi.
 
2. Prosecuzione dei Piani di Rientro (art. 11, comma 1). Le Regioni non commissariate sottoposte a Piano di rientro e che hanno garantito l'equilibrio economico nel settore sanitario ma non abbiano raggiunto gli obiettivi prefissati per il 31 dicembre 2009, potranno chiedere la prosecuzione del Piano per altri tre anni allo scopo di completarne gli obiettivi e accedere ai finanziamenti già previsti.
 
3. Tagli al fondo sanitario (art. 11, comma 5). I maggiori finanziamenti al FSN previsti dal Patto della Salute siglato il 3 dicembre 2009, pari a 550 milioni di euro nel 2010 e 600 milioni nel 2011, sono decurtati in funzione delle economie attese dalle misure di razionalizzazione della spesa farmaceutica. La stessa riduzione del 2011 si estenderà anche per l’anno 2012.
 
4. Riduzione della spesa farmaceutica (art. 11, comma 6, 6bis, 7, 9, 10). È prevista la riduzione del 3,65% del margine riconosciuto alla distribuzione sul prezzo di vendita dei farmaci al pubblico al netto dell'Iva (l’1,82% a carico dei farmacisti e l’1,83% a carico delle industrie del farmaco). L'AIFA individuerà una lista di medicinali che verranno spostati dalla distribuzione ospedaliera a quella territoriale, per un totale di spesa di 600 milioni di euro. Dovrà, inoltre, predisporre tabelle di raffronto tra la spesa farmaceutica territoriale delle varie Regioni suddivise per categorie terapeutiche equivalenti, al fine di individuare i maggiori risparmi realizzabili grazie al maggior impiego di farmaci generici o a prezzo minore. A partire dal 2011, l’AIFA dovrà condurre gare nazionali di acquisto per farmaci a brevetto scaduto. E’ inoltre prevista la reiterazione dello sconto del 12,5% sui prezzi dei farmaci generici, analogamente a quanto disposto con il decreto emanato nel 2009 a seguito del terremoto dell’Aquila.
 
5. Controlli su acquisti di beni e servizi (art.11, comma 4). Le Asl e le AO dovranno motivare gli acquisti di beni e servizi a prezzi superiori a quelli di riferimento, sottoponendoli agli organi di controllo e revisione.
 
6. Controlli su certificazioni di invalidità (art. 10, comma 3). E’ stata emendata la disposizione che prevedeva l’innalzamento all’85% della percentuale per il riconoscimento della condizione di invalidità. Sono previsti incrementi delle verifiche e dei controlli per combattere il fenomeno dei “falsi invalidi”. In particolare si prevede un numero minimo di 100mila verifiche nel 2010 che dovrà salire a 250mila nel 2011. Sono introdotte sanzioni per i medici che certificano false invalidità i quali saranno chiamati a risarcire i danni nei confronti delle società assicuratrici.
 
7. Personale del SSN. Senza entrare nel meritodel blocco dei contratti e dei tagli delle retribuzioni, bisogna rilevare che, nonostante le rassicurazioni del Ministro della Salute, l’emendamento non chiarisce se il blocco del turnover trovi o no applicazione per il personale del SSN. La Conferenza Stato-Regioni richiama l’attenzione sugli effetti negativi derivanti dal taglio del 50% dei fondi previsti per la formazione degli operatori sanitari, misura che rischia di impoverire la qualità delle risorse umane del sistema socio sanitario.