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La questione morale in sanità e le responsabilità della politica
  18/12/2013
 

Secondo l'Onu, la sanità è uno dei settori dell'economia legale maggiormente interessati dalla corruzione. Ogni anno nel mondo 1 triliardo di dollari viene pagato in tangenti, mentre si stima che 2,6 triliardi di dollari vengano rubati annualmente attraverso la corruzione, un volume pari al 10% del Pil mondiale. Il segretario generale Onu, Ban Ki-moon, la definisce “malattia globale”, e precisa: «La corruzione sopprime la crescita economica aumentadone i costi e minaccia la gestione sostenibile dell'ambiente e delle risorse naturali. Viola i diritti umani fondamentali, esaspera la povertà, aumenta l'ineguaglianza deviando i fondi dall'assistenza sanitaria, dall'educazione e altri servizi essenziali. Gli effetti maligni della corruzione vengono subiti da miliardi di persone ovunque».

Facendo propria queste analisi, Libera e Gruppo Abele hanno lanciato la campagna “Riparte il futuro”. È, infatti, partita la petizione online sul sito www.riparteilfuturo.it per aziende sanitarie trasparenti, una sorta di “monitoraggio civico” per verificare lo stato di trasparenza della sanità pubblica in ogni singola regione. Nel sito online gli utenti potranno verificare il livello di adesione alle politiche anticorruzione della propria Regione e di ciascuna azienda sanitaria. «Il nostro sistema sanitario è minacciato da un grave morbo, fatto di opacità, illegalità e corruzione, che sottrae risorse preziose per la nostra salute. Purtroppo sono i dati a confermarcelo: nel solo triennio 2010-2012, in Italia sono stati accertati reati nella sanità per oltre 1 miliardo e mezzo di euro. Questi soldi basterebbero per costruire 5 nuovi grandi ospedali modello».

La legge 190/2012, prevede che le aziende sanitarie, al pari di tutti gli altri enti pubblici, si dotino di strumenti per contrastare la corruzione e facilitare la trasparenza. Le aziende sanitarie sono tenute entro il 31 gennaio 2014, insieme ad altri adempimenti, ad attuare tre principali interventi: nominare il responsabile locale anticorruzione, pubblicare online il Piano triennale anticorruzione e fornire informazioni complete sui vertici dell'organo di indirizzo politico (direttore generale, direttore sanitario, direttore amministrativo).

Le prime rilevazioni (aggiornate al 15 novembre) indicano che la Basilicata (76%) e il Friuli Venezia Giulia (69%) sono le regioni più sollecite nell’applicazione della normativa sulla trasparenza nelle singole aziende sanitarie. Superano la soglia del 50% la Lombardia (58%), l'Abruzzo (53%) e il Piemonte (51%), seguite dalla Liguria (50%). Ancora molto lavoro da fare, invece, per le Marche (14%), la Calabria (15%) e la Campania (19%). Fanalino di coda il Molise e la Sardegna dove appena il 12% delle aziende sanitarie ha attuato i tre interventi previsti dalla legge 190/12 e oggetto del monitoraggio.

Con l’avvicinarsi dell’appuntamento elettorale per il rinnovo del Consiglio Regionale in Sardegna, la questione morale è uno dei temi che animano maggiormente il dibattito politico; richiamando i principi di moralità e di eticità nella gestione della cosa pubblica, si creano aggregazioni eterogenee consapevoli che è sufficiente richiamare la questione morale per orientare le decisioni elettorali dei cittadini sardi.

L’iniziativa di Libera e Gruppo Abele ci propone un’altra chiave di lettura della questione morale, diversa rispetto a quella fornita dai quotidiani e dalle recenti cronache giudiziarie: la trasparenza nella gestione delle aziende sanitarie è un forte indicatore di quanto la cultura della legalità è radicata nel governo delle istituzioni.

Esiste, infatti, un rapporto inverso di correlazione e di interesse tra “politica sanitaria” e “politica nella sanità”: il progressivo indebolimento dell’azione di programmazione e di governo delle politiche sociali e sanitarie si accompagna ad una crescente interferenza espressa dalle lobbies di interesse, anche politico, nella gestione della sanità.

In questo senso, il monitoraggio civico proposto da Libera e Gruppo Abele sull’applicazione della normativa appare uno strumento di protezione della qualità, dell’efficienza e dell’equità dei SSR dalle indebite e illegittime pressioni e dalle ingerenze nelle scelte gestionali.